Partito di Rifondazione Comunista sez. Bollate

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BOLLATE ESIGE VERITA’

admin | 8 maggio 2013

In attesa di leggere le motivazioni che hanno confermato le condanne a tutti gli imputati bollatesi del processo “Infinito” è dovere civico offrire corrette informazioni poiché è in   momenti di crisi come quello che viviamo che si può perdere la bussola e divenire prede di abili manipolatori e seduttori. Ancor più se questi si presentano quali paladini di giustizia da divulgatori di notizie e opinioni. E, come già scrivevamo qualche tempo fa, nelle storie di mafia c’è sempre chi lavora per confondere, occultare e mistificare la verità.

E  quando si abbassa la guardia, quando si affievolisce la tensione morale della ricerca della verità, si presentano in scena personaggi pronti a consumare la realtà piegandola ai propri interessi. Per ciò è bene ricordare che gli imputati sono stati condannati non per appartenenza ad una generica associazione a delinquere, ma all’associazione mafiosa detta ‘ndrangheta: una associazione che si caratterizza dalle altre associazioni a delinquere per la condizione di assoggettamento e di omertà che scaturisce da questa forza intimidatrice, anche solo dalla conoscenza della pericolosità di tale sodalizio.

Non si mette in dubbio il diritto di ogni imputato, anche per mafia, di avere un legale che ne rappresenti e curi gli interessi, ma la credibilità e l’autorevolezza dell’informazione si misurano nel rispetto delle circostanze e dei fatti.

Le trascrizioni delle intercettazioni degli imputati bollatesi, in particolare del Mandalari Vincenzo, che partono dal 2008 sino agli arresti avvenuti nel 2010, sono una miniera di informazioni e conoscenze che svelano un quadro chiarissimo di quanto accadeva. Evidenziano la volontà del Mandalari di mandare a casa l’ex Sindaco Stelluti perché indisponibile alle esigenze affaristiche sue e della consorteria mafiosa di cui il tribunale ha stabilito fosse a capo; un Sindaco che doveva essere protetto ed indicato come simbolo della lotta alla criminalità ed alla melassa putrida nella quale Bollate era sprofondata, invece fu marginalizzato sino ad essere abbandonato al suo destino dal suo stesso partito politico di provenienza.

Emerge l’interesse del Mandalari per la politica quale strumento per raggiungere i suoi scopi poiché, come scrive il giudice nella sentenza di merito di primo grado per Mandalari V e Ascone R. “..crea un movimento politico per partecipare alle elezioni amministrative del 2010 del comune di Bollate al fine di garantire a sé e ad altri associati commesse pubbliche nel settore edilizio..”. Dalle parole dei giudici è quindi confermato che alle elezioni politiche del 2010 ha partecipato una lista riconducibile alla associazione mafiosa ‘ndrangheta.

Le forze criminali mafiose non sono ai margini della nostra società ma ormai profondamente  penetrate in essa. Le forze criminali, la mafia, le connivenze e le contiguità di cui si avvalgono devono essere riconosciute e nominate con forza, bisogna avere il coraggio di chiamarle con il proprio nome ed indicarle chiaramente.

In ultimo, ci permettiamo di offrire un suggerimento ai giornali locali e all’avvocato che assiste il Sig. Mandalari. Ai primi chiediamo di fornire una sempre più attenta informazione degli atti per non dare spazio alla sottocultura mafiosa. Invitiamo l’avvocato a consigliare e convincere il suo assistito ad offrire la massima collaborazione ai magistrati, per far piena luce su quanto di oscuro e opaco  permane nella vicenda bollatese e non solo. Bollate esige verità!

Federazione della Sinistra di Bollate

(PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè)                                      Maggio 2013

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PRIMO MAGGIO

admin | 30 aprile 2013

Federazione Provinciale Milano

Care Compagne Cari Compagni

La federazione provinciale di Milano  aderisce e sarà presente alle manifestazioni organizzate da CGIL  CISL UIL la mattina e dal sindacato di base il pomeriggio:

ritrovo: mattina ore 9.00 zona Planetario ci sarà lo striscione

ritrovo:  pomeriggio ore 14.30 pzza 24 Maggio ci sarà lo spezzone dei Giovani Comunisti

portate le bandiere

Buona Manifestazione

Segreteria Provinciale

La MayDay di quest’anno finirà il 1° Maggio del 2015, all’apertura di  EXPO

2015.

Due anni per parlare di reddito diretto e indiretto, dei legami tra Luoghi di vita e lavoro, di nocività e sviluppo, per fronteggiare

un’Esposizione Universale che incombe sul territorio metrolombardo

imponendo immaginari e devastando territori.

Perché EXPO è debito cemento e precarietà

Perché EXPO è un grande acceleratore di opere dannose.

Opporsi a questo “grande evento” vuol dire opporsi alla crisi e al

ricatto del debito. Vuol dire opporsi alle nocività e all’economia

del cemento coi suoi scempi ambientali realizzati in spregio

all’interesse comune,

Vuol dire opporsi alla precarizzazione delle nostre esistenze lungo

tutti i suoi assi: reddito, casa, mobilità, sapere, affetti.

PER TUTTE E TUTTI UNA SOLA GRANDE OPERA: REDDITO

Un reddito di base incondizionato come misura concreta di intervento

contro la precarietà e nella precarietà, per rompere la gabbia del  ricatto e del bisogno.

MAYDAY 2013

1° Maggio 2013 – Ore 15.00

Piazza 24 Maggio – Milano

INIZIATIVA CINISELLO BALSAMO

Cinisello Balsamo deve ripartire dal lavoro!

Occorre dare una risposta concreta ai troppi che a causa delle ricette

sbagliate dei governi PD-PDL- Monti si ritrovano a vivere sempre più

una vita precaria e prossima ai limiti della povertà.

16:30 – 18:00: Spettacoli e giocolieri per i bambini

18:00 – 18:45: Spettacolo teatrale su Pomigliano e sulle morte

Bianche

18:45 – 19:00: Presentazione mostra fotografica sulle aree dismesse di

Sergio Orfeo

19:00 – 20:00: Aperitivo by arci Anomaliae con sottofondo musicale

anni ’70

20:00 – 20:30: Interventi Rsu del territorio

20:30 – 21:15: Concerto Blackout

21:15 – 21:30: Intervento della candidata sindaco Nadia Rosa

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AGRI-CULTURA NEL BORGO

Chiara Genovese | 9 aprile 2013

Convegno sull’agricoltura:

Castellazzo di Bollate e la sua Identità Culturale.

Domenica 14 aprile 2013, alle ore 15,00

nella Villa Arconati di Castellazzo di Bollate

Sala del Museo (ingresso libero)

L’agricoltura e il recupero/restauro dell’antico borgo agricolo di Castellazzo, nel rispetto della sua identità e dignità storica, nella tutela dei suoi abitanti, nel contesto paesaggistico monumentale tra i più affascinanti e suggestivi della Lombardia.

Il nostro impegno è orientato alla conservazione della tranquillità, della quiete del nucleo storico immerso nel Parco delle Groane, in linea con la finalità dell’area protetta che è quella di educare al rispetto della Natura.

Sono stati invitati tutti gli Enti Pubblici interessati, dai quali ci aspettiamo un contributo concreto che consenta di conservare il Borgo e il suo Territorio rispettandone

la Storia e la Tradizione.

Convegno organizzato da “Gli amici di Castellazzo” a cui interverranno:

-Dottoressa Lattanzi – Responsabile Tutela Beni Architettonici della Soprintendenza:

- Antonio Corbari – Orticoltore biologico

-Dottoressa Calzavara – Presidente del Parco delle Groane:

-Davide Biolghini – Responsabile distretto economia solidale e rurale:

-Luigi Brognoli- Presidente Confederazione Italiana Agricoltori di Milano – Lodi – Monza Brianza

-Dottor Luca Agnelli- Assessore all’agricoltura,parchi, caccia e pesca della Provincia di Milano:

-Dottoressa Ada Lucia De Cesaris – Assessore all’agricoltura del Comune di Milano

-Interventi del pubblico

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IL BELLO DEL MATTONE

admin | 2 febbraio 2013

Nonostante penda ancora il ricorso presentato da cittadini bollatesi presso il tribunale amministrativo Regionale, nonostante le scelte siano osteggiate da numerosi cittadini che hanno dimostrato la loro contrarietà firmando la petizione del comitato di P.zza della Resistenza, la variegata maggioranza di destra alla guida del paese nel Consiglio Comunale del 21 gennaio ha approvato la delibera di variante al contratto di quartiere di Via Turati, che sancisce la distruzione della piazza e della fontana e l’insediamento al suo posto dell’edificio denominato Urban Center. Ed ha respinto, sempre nella stessa serata, tutte le osservazioni (ben 49) presentate da cittadini ed associazioni e la richiesta di referendum consultivo cittadino, presentata dai gruppi di minoranza, sull’ubicazione dell’Urban Center in Piazza Resistenza.

I gruppi della minoranza PD, FDS, IDV, hanno chiesto con la mozione presentata di porre in essere la funzione costituzionalmente garantita, attivando la sovranità popolare attraverso il referendum. Che si qualifica quale espressione massima di democrazia, poiché chiama tutti i cittadini ad una scelta diretta senza  interferenza di rappresentanza. La scelta della maggioranza di PDL, LEGA e delle due liste civiche CITTA’ PER CAMBIARE e BOLLATE INSIEME  di bocciare tale richiesta nega il diritto dei cittadini di scegliere in prima persona.

E la negazione del diritto di decidere attraverso il referendum è un’arbitraria negazione di un potere che la nostra Costituzione attribuisce solo ed esclusivamente al popolo sovrano. PDL, LEGA e le due liste civiche CITTA PER CAMBIARE e BOLLATE INSIEME hanno voluto impedire la partecipazione dei cittadini  al controllo delle decisioni  assunte sul comune per loro conto.

Con il loro voto negativo in Consiglio hanno di fatto tradito il principio che la sovranità appartiene al popolo.

Per questo la Federazione Della Sinistra si batterà insieme a quanti intendano affermare una scelta consapevole di  democrazia più ampia possibile e consentire, attraverso l’effettiva partecipazione dei cittadini  con l’istituto referendario,  l’espressione di democrazia diretta e l’erosione di una sovranità sempre più autoritaria di questa amministrazione.

Federazione della Sinistra di Bollate

(PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè)                             Febbraio 2013

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CONFERME

admin | 23 gennaio 2013

La nuova sentenza di condanna emessa il 06 dicembre scorso nei confronti degli imputati al processo tenutosi con rito ordinario conferma l’impianto accusatorio per associazione mafiosa degli imputati bollatesi Cicala Pasquale, Vetrano Annunziato e Vetrano Orlando, arrestati nel 2010 nell’operazione antimafia denominata“infinito”.

Una conferma di condanna, che varia dai 12 ai 9 anni,  frutto di  anni di indagine con pedinamenti, appostamenti ed intercettazioni ambientali e che sancisce che nel periodo 2008 – 2010 il Comune allora guidato dal Sindaco Stelluti ha subito danni considerati così rilevanti da riconoscerne un risarcimento monetario pari a 300.000.

Un Sindaco, è bene ricordarlo, che si era distinto, diversamente da altri, per l’azione di allontanamento e immediata comunicazione alle forze di polizia di ogni forma di interessamento o intrusione manifestata da Mandalari Vincenzo, quello che decise che era tempo di entrare in politica con una sua lista civica e l’appoggio di qualche politico bollatese, visto che l’allora Sindaco Stelluti non acconsentiva l’acceso a lavori per le sue aziende.

Lo dicono gli stessi ‘ndranghetisti intercettati in più occasioni che senza amicizie funzionali o relazioni strutturali l’organizzazione mafiosa muore. Non  a caso Vetrano Orlando, scrive il magistrato, nato in Lombardia, laureato in architettura, è divenuto dipendente di un ente pubblico grazie ad opportune alleanze con qualche esponente del mondo politico locale e per mera clientela grazie all’intervento del cugino Mandalari Vincenzo. Un inserimento strategico poiché gli consente di “pilotare” le commesse pubbliche sulle ditte di famiglia. E per meglio gestire questa attività Vetrano Orlando è riuscito a far assumere presso l’Ente Pubblico due “amici fidati” ed a capo di questo terzetto, riesce ad avere conoscenza in tempo reale delle commesse di lavoro e ad influenzare il procedimento di assegnazione a favore di ditte compiacenti. Vetrano costituisce una risorsa, che viene “spesa” procurando lavori per sé e per i proprî affiliati,

Ed è così che attraverso il meccanismo delle conoscenze concatenate che gli ‘ndranghetisti possono arrivare ai vertici ed entrare in contatto con personaggi di rilievo anche nazionale

Una organizzazione criminale profondamente inserita nella società, la cui forza di coesione permette di conquistare spazi sempre più importanti, ricercando il consenso del territorio attraverso la loro disponibilità economica, inquinando l’economia,avvelenando la società con la corruzione. E per fare ciò qualsiasi partito politico o persona corrompibile o ricattabile va bene.

Questa nuova sentenza conferma la ferma e decisa statura etica morale e politica dell’ex Sindaco Stelluti e rende più che mai decisiva la necessità di conoscere ed approfondire l’accaduto di un tempo così prossimo a noi. Per questo è ancora più importante oggi fare chiarezza del recente passato, altrimenti non sapremo prevedere e leggere neppure il giorno dopo del nostro futuro.

Federazione della Sinistra di Bollate

(PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè)                             Gennaio 2013

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MOMENTI SPENSIERATI

admin | 9 gennaio 2013

L’anno appena concluso rende necessario i ringraziamenti al primo cittadino di Bollate.

Grazie Sig. Sindaco per aver incrementato l’IMU sulla prima casa al 5,5 a tutti i cittadini indistintamente, anche a coloro che proprietari della casa in cui abitano non sono, come gli inquilini delle cooperative a proprietà indivisa. Grazie per averlo fatto in questa situazione di difficoltà economica e soprattutto senza aver modulato l’imposta in modo tale che solo i possessori di case di lusso con elevati redditi concorressero al pagamento dell’imposta. E grazie per la coerenza di aver posto in votazione, dopo aver ratificato l’aumento delle aliquote, un ordine del giorno che decretava come ingiusta ed iniqua la tassa sulla prima casa poco prima approvata. Una messa in scena grottesca, senza pudore da parte di chi non solo ha presentato l’ordine del giorno, ma lo ha poi votato approvandolo. Una serietà  da parte della sua maggioranza che fa sganasciare dalle risate

Grazie ancora Sig. Sindaco per aver garantito con il suo fattivo ruolo lo svuotamento professionale, sociale e culturale del nostro Ospedale bollatese, operato da parte di assessori e consiglieri regionali lombardi della sua stessa parte politica di PDL e LEGA. Gli stessi che si sono distinti per essere nella quasi totalità (ben 62) indagati per corruzione e peculato perché hanno usato i fondi a disposizione per acquistare bevande energizzanti o sigarette e cioccolatini come fatto dal figlio di Bossi, creme viso e consumazioni all’hotel Principe di Savoia per la Minetti, mentre per un altro consigliere leghista persino cartucce da caccia. Purtroppo è ormai solo un vago ricordo Sindaco la sua promessa di incatenarsi ai cancelli di entrata a salvaguardia dell’ospedale. Promessa evaporata come molte altre, buona solo per le campagne elettorali.

Ancora grazie Sig. Sindaco da parte dei due consiglieri della sua variegata maggioranza, Pasquini e Malerba che hanno potuto ottenere un notevole incremento di valore dei terreni a loro riconducibili grazie alle decisioni prese in Consiglio Comunale. Non sappiamo se tali decisioni siano state assunte proprio perché sono  due consiglieri della sua maggioranza, ma ci permettiamo di evidenziare e sottolineare che queste decisioni hanno migliorato di molto la valorizzazione del loro patrimonio personale.

Grazie per aver disatteso le legittime aspettative degli abitanti del contratto di quartiere, coloro che ancora attendono l’inizio dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione del caseggiato e dei loro appartamenti di Via Turati, bellamente lasciati deperire dalla proprietà (ALER). Ma un grazie anche da tutti coloro che, invece della piazza con annessa fontana come luogo di incontro e socialità, avranno al suo posto un edificio commerciale da intitolare alla memoria, magari di un altro consigliere comunale.

Grazie anche a  nome di quel bollatese che avendo perso il lavoro si era rivolto a lei Sig. Sindaco nella speranza di ricevere comprensione ed interessamento, ma ella non ha voluto incontrarlo, generando un triste un fatto di cronaca presto dimenticato. Diversamente dal Sindaco di Rho che si è prodigato ad ascoltare ed interessarsi del cittadino addirittura di un altro paese  (Baranzate) che aveva perduto il lavoro. Grazie anche per lo scarso interesse e vuoto di idee mostrato Sig. Sindaco per il progetto di insediamento commerciale nell’area ex Alfa di Arese, che evidenti ricadute negative avrà per il commercio in Bollate.

Ed infine, grazie per aver permesso a giovani e meno giovani di poter trascorrere qualche momento di svago sulla pista di ghiaccio in centro a Bollate. “Momenti spensierati” che  non riescono però a nascondere che se sul palcoscenico si affollano gli illusionisti della sua maggioranza, in platea gli illusi diminuiscono.

Federazione della Sinistra di Bollate

(PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè)                                      Gennaio 2013

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IL VUOTO ASSOLUTO Dichiarazione preliminare CC del 11/12/12

admin | 19 dicembre 2012

Siamo nel pieno di una gravissima e profonda crisi economica, della quale non si intravvedono sbocchi; una crisi che si acuisce giorno dopo giorno e colpisce pesantemente anche il territorio di Bollate. Dopo la Pirelli di Cassina Nuova assunta alla ribalta qualche settimana fa, tocca ora alla Macchingraf ad Ospiate, i cui vertici aziendali annunciano di voler ridurre l’organico di ben 60 unità e attivano la procedura di mobilità per 56 persone. E non ci è dato sapere quante altre famiglie siano colpite dal dramma della perdita del lavoro. In una situazione così grave, con i dai dati preoccupanti sulla disoccupazione in crescita dovremmo pensare a come dare impulso all’economia cittadina, dovremmo pensare a come tutelare il lavoro e i lavoratori, offrendo sbocchi professionali agli espulsi dal mondo produttivo, offrendo nuovi e più attenti canali formativi. L’amministrazione di Bollate supportata dalla sua maggioranza ha deciso invece di rompere l’adesione alla agenzia per la formazione e l’orientamento al lavoro e di non avvalersi più dello strumento formativo della Provincia di Milano perché -citiamo testualmente- “in un momento di crisi come quello attuale, i bisogni sono diversi e Afol non è rimasta al passo”.

Forse non sa questa amministrazione che gli impoveriti dall’oggi al domani a causa del lavoro perso sono spinti ai centri di sussistenza. Una realtà che copre l’assenza di iniziative e gli spazi vuoti lasciati dalle istituzioni tutte.

Forse non sa questa amministrazione che sono raddoppiati in un anno quelli che si rivolgono alle associazioni laiche o religiose per poter mangiare qualcosa gratuitamente. Sono tanti, quanti gli abitanti di città come Arezzo o Udine.

Forse non sa questa amministrazione che la crescita della povertà innesca pericolose spirali sociali e psicologiche. La perdita del lavoro provoca sgomento, rabbia e paura. Comporta la difficoltà a dichiarare la propria condizione di sopraggiunta povertà, poiché questa condizione è vissuta come una dichiarazione di fallimento. Ancora più problematica in una città come la nostra ove il successo è ragion vita.

Così l’uscita da Afol quale unica soluzione adottata da questa amministrazione è il prodotto di una mentalità immatura, che non conosce neppure l’essenza vera degli istituti a cui aveva affidato la risoluzione dei problemi dai quali si dice angosciata Questa amministrazione prosegue l’attività per intuizioni più che per ragionamenti, e ciò comporta una grave instabilità ed enormi problemi per le migliaia di cittadini e cittadine Bollatesi.

Non ci interessano le frasi, le parole, le vuote intenzioni anche troppo ripetute da questa amministrazione. Servono iniziative, atti, lavoro duro e serio, per determinare politiche concrete. Ci vuole una tenacia ed una determinazione e l’impegno di ciascuno a fare il proprio dovere. Doveva esse intensificato con urgenza l’impegno per correggere gli errori, le insufficienze e per dare concretezza alle riforme necessarie per sanare lacune, con spirito soprattutto autocritico e rigore se si riteneva che Afol non producesse i benefici sperati a favore della collettività Bollatese.

Occorreva l’impegno nel far lavorare le istituzioni perché anche un solo posto di lavoro, anche un solo lavoratore strappato al dramma della disoccupazione, in un momento come questo dove crescono a dismisura i disoccupati, vale ben gli euro spesi.

Federazione della Sinistra di Bollate
(PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè)

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FUNGHI VELENOSI

admin | 10 dicembre 2012

La città è di tutti, compresi gli spazi liberi e a verde, ma è sempre più evidente il prevalere dell’appropriazione privata di parti consistenti della nostra città, favorita da politiche che gestiscono il territorio e pianificano lo sviluppo urbano a vantaggio di pochi.

Non è un caso che spuntino come funghi dopo le prime piogge d’autunno, nuovi piani edificatori che delimitano il territorio destinato a nuovi insediamenti. Ne è esempio quello ad Ospiate, ai confini con Arese, quello spazio di proprietà anche del Consigliere Comunale Malerba. Il quale, però, proprio in qualità di amministratore, dopo aver votato in aula l’esclusione da interventi edificatori di quelle aree, ecco che magicamente presenta un progetto di cambio destinazione d’uso ed insediamento produttivo, terziario e commerciale che ne incrementa notevolmente il valore. Progetto firmato proprio, guarda il caso, da chi ha preparato per conto del comune il Piano di Governo del Territorio: l’architetto Sagnelli.  Due piccioni con una fava! Si decidono regole che si cambiano a proprio vantaggio subito dopo.

Ma le decisioni politiche da parte della maggioranza di destra al governo della città, che vanno incidendo pesantemente sui processi di urbanizzazione e che sottraggono ai cittadini il diritto all’accesso e all’uso dello spazio urbano a vantaggio dei pochi che da quell’esclusione ne trarranno un lauto profitto, non si fermano qui.

Anche il contratto di quartiere di Via Turati e le successive varianti, di cui abbiamo visto anticipazioni a mezzo stampa nelle scorse settimane, offrono un chiaro spaccato: l’occupazione e relativa creazione di spazi di consumo quale il centro commerciale, e di divertimento come l’edificio che prenderà il posto della pubblica piazza dove ora sorge la fontana ne sono esempio. Anzi, qui l’espropriazione dello spazio pubblico ha subito una evidente accelerazione, grazie alla visione dei suoi dirigenti, quell’architetto Sagnelli di cui parlavamo, per il quale uno spazio è un vuoto da riempire, da coprire con edificato. Cosicché  un luogo elettivo di costruzione dei legami sociali come la piazza della fontana risulterà sottratto alla libera fruizione del pubblico. Una strategia di sottrazione dello spazio urbano come bene comune e usato come merce. Perché non posizionare il nuovo “Urban Center” nell’area ex Ceruti di prossima trasformazione?

Le forme dello spossessamento in nome dello sviluppo sono varie e insidiose,  celate anche da motivazioni culturali o di ‘pubblico’ intrattenimento, con l’esito di sottrarre la piazza, il verde, il territorio, alle centinaia di giovani e meno giovani che solitamente vi si intrattengono con attività ludiche spontanee. E che dire delle edificazioni in arrivo nelle aree a verde e agricole in Madonna in Campagna su terreni della famiglia Doniselli….Ancora sottrazione di territorio per gli attuali e futuri cittadini per avvantaggiare qualcuno?

Bollate deve essere il prodotto della cooperazione sociale fra gli individui che vi vivono, dei legami sociali e delle culture che la popolano e che insieme contribuiscono a creare e mantenere le risorse ambientali, storiche, paesaggistiche che la rendono tale, non la spartizione di proprietà pubbliche. Risorse uniche ed irripetibili.

La Federazione della Sinistra ritiene necessario intraprendere la strada di sondare la volontà dei cittadini attraverso la loro capillare consultazione con lo strumento referendario. Questo poiché, stante l’accelerazione dell’occupazione del territorio da parte di questa amministrazione, non possiamo attendere la lungimiranza di nuovi amministratori per difendere il valore primario ed insostituibile del bene comune, significherebbe arrivarci privi di patrimonio ambientale.

Federazione della Sinistra di Bollate
(PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè)                                      novembre 2012

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Banchetti a Bollate

Chiara Genovese | 9 novembre 2012

Sabato mattina dalle 09.30 alle 13.00 davanti alla Coop e in P.zza Terracini a Cascina del Sole; pomeriggio dalle 15.30 alle 19.00 in P.zza A. Moro

Domenica dalle 09.30 alle 13.00 a Ospiate nei pressi dell’edicola; pomeriggio dalle 15.30 alle 19.00 in P.zza Dalla Chiesa.

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Dichiarazione preliminare Cconsiglio Comunale del 18/10/12

admin | 22 ottobre 2012

4000 voti di preferenza nelle elezioni regionali del 2010 comprati a 50 euro l’uno grazie alla ‘ndrangheta hanno permesso a Zambetti di entrare nel consiglio regionale della Lombardia, questo è quanto scrive la magistratura nell’ordinanza che lo ha portato all’arresto. Ilda Boccassini procuratore aggiunto di Milano, usa parole chiare: quanto è successo in Regione “è devastante per la democrazia” , e ancora,  “la democrazia e la libertà di voto sono state violate”

Se in Regione Lombardia sono stati necessari 4000 voti di preferenza, nella nostra Bollate erano sufficienti circa 600 voti per permettere ad una piccola lista d’avere un proprio candidato sindaco tra i banchi del Consiglio Comunale. E la magistratura con sentenza del giugno scorso ha confermato che la mafia ha creato la lista per partecipare alle elezioni comunali del 2010.  Ebbene, alla ‘ndrangheta da noi, non serviva neppure più qualcuno disposto a vendersi, da noi si sono spinti addirittura a creare la propria lista per concorrere alle elezioni.

Scoperto il sistema criminale che ha inquinato le elezioni regionali della capitale morale d’Italia, il partito della Lega sta determinando, in queste ore, lo scioglimento del Consiglio Regionale ed il ritorno al voto nei prossimi mesi. A Bollate, invece, tutto prosegue come se nulla fosse accaduto. Lo stesso partito che in regione riporta alle urne a Bollate è abbarbicato sugli scranni del potere.

Giulio Cavalli noto consigliere regionale, nel consiglio comunale aperto tenutosi a Bollate il 14/10/10, si chiedeva quale volto, quale forma avrebbe avuto il consiglio Comunale uscito dalle elezioni 2010 senza l’intervento della ‘ndrangheta. Molti se lo sono chiesto e continuano a chiederselo. Tanti, troppi invece, hanno eluso la domanda e fingono di non chiederselo, qualcuno in quel lontano ottobre 2010, si spinse a dire “io non voglio assolutamente stare in un comune i cui rappresentanti possono essere anche lontanamente sospettati di avere collusioni.” Ma è evidente che la sentenza è già stata scritta dal procuratore Boccassini: la democrazia e la libertà di voto sono state violate.

La politica non può tollerare al proprio interno, negli organi elettivi e amministrativi, nelle istituzioni, che vi siano soggetti che hanno operato in raccordo e rapporto con esponenti della criminalità organizzata, anche se per pura ingenuità o stupidità.

La lotta alla mafia è fatta anche di segnali e questi devono essere chiari ed inequivocabili. Non è tollerabile che politici o amministratori per mero tornaconto di bottega sorvolino consapevolmente su fatti così gravi come  l’inquinamento dell’esercizio democratico, offrendo un pessimo segnale alla città ed alla malavita.  Occorre uno scatto di dignità e di orgoglio da parte di questa classe politica bollatese. La Città lo sta attendendo da troppo tempo!

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