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Complanare: una strada non obbligata!

admin | 28 ottobre 2010

L’attuale Amministrazione dopo aver fatto decadere i termini per l’approvazione del Piano di governo del Territorio (PGT) adottato il 2 Ottobre 2009 si appresta a predisporre il proprio PGT che presenterà notevoli differenze rispetto al precedente.

Una discussione sui contenuti andrà stimolata in Città anche attraverso gli organi di stampa locale.

Seppur, personalmente, consideri la nuova proposta sostanzialmente negativa credo che in questi giorni sia necessario porre l’attenzione su un tema, senza dubbio collegato, ma che deriva da decisioni sovraccomunali che si stanno concretizzando, condivise supinamente dall’Amministrazione di Bollate nonostante i gravi, tragici e irreparabili effetti che ci saranno sulla nostra città.

Dopo che nell’attuale PGT sono inserite proposte viabilistiche che gli estensori ritengono risolutive del problema del traffico di attraversamento che incombe su Bollate, del disagio determinato dalle auto che entrano in città per dirigersi altrove, l’Amministrazione che ci governa accetta il progetto presentato di realizzazione del terzo lotto della Rho Monza al confine tra Bollate e Baranzate.

Come è ormai risaputo la Rho-Monza diventerà un’autostrada e come tale non sarà utilizzabile per il collegamento intercomunale. Parallela e attaccata all’autostrada verrà realizzata una strada intercomunale, la così detta “complanare” che il Comune di Baranzate non vuole che si realizzi sull’attuale percorso della Rho Monza. Quest’ultima verrà chiusa, riempita e scomparirà. Dove verrà realizzata quindi la strada complanare di collegamento intercomunale? La geniale idea, ormai disegnata sul progetto definitivo, prevede che la complanare entrerà in via Piave e all’altezza dell’incrocio con via Varalli scorrerà a sud del paese per congiungersi, dopo aver tagliato via Don Uboldi, con la Strada Varesina. Il risultato è facilmente prevedibile: un pezzo di viabilità locale, percorsa usualmente dai cittadini non interessati ad andare in altri paesi ma semplicemente a muoversi sul proprio territorio, avrà una funzione promiscua sia di uso locale, sia di uso intercomunale. Senza volere immaginare cosa succederà a Bollate, in particolare a Bollate Centro, quando dovesse bloccarsi l’autostrada, è chiaro che nel quotidiano ci sarà un aumento notevole di automobili che lambiranno o punteranno su Bollate, trovando molto più comodo, magari, attraversarla, come normale tragitto di spostamento.

Aumenterà il traffico di attraversamento, aumenteranno l’inquinamento acustico e ambientale, aumenterà la pericolosità e il rischio di incidenti. Voglio ricordare che all’incrocio di via Varalli vi è la Casa di Riposo dell’Amministrazione, nei pressi di via D. Uboldi vi è quella privata, vi è un Istituto Superiore frequentato da più di 2000 studenti, si è in prossimità dell’Ospedale.

Di tutto ciò sono consapevoli anche i nostri Amministratori che invece di esprimere parere negativo ed opporsi al progetto, lo accettano e propongono misure di mitigazione e controllo del traffico. Complimenti a chi, ora al governo della città, criticava la precedente Amministrazione perché non riusciva a fare il miracolo di eliminare il traffico di attraversamento, a chi si metteva in strada a contare i veicoli che passavano per poter dire che le cose peggioravano, a chi ha sbandierato, per lungo tempo un serio problema cittadino solo per cercare il consenso, a chi ha proposto facili soluzioni, a mio parere illusorie, di nuove strade per allontanare il problema del traffico di attraversamento! Al di là dell’ironia credo che tale progetto, ancora modificabile, non sia da realizzare e vada fortemente contrastato per gli effetti negativi che determinerà sulla vivibilità nella nostra città.

Inoltre, ancora una volta, si è iniziato il balletto delle responsabilità cercando di accreditare la tesi da parte degli attuali Amministratori, che la precedente Amministrazione non si è opposta a tale ipotesi. Ciò è falso. Infatti, se si osserva la cartina del PGT, che l’attuale Amministrazione ha affossato, il percorso viabilistico della complanare su via Piave non è segnato perché non era ancora deciso, decisione che, in ogni caso, avrebbe visto l’Amministrazione di Centro Sinistra contraria. Se la decisione fosse stata presa, anche contro la nostra volontà, avremmo dovuto segnarne il percorso sulla cartografia; così abbiamo dovuto fare, per esempio, per il percorso di complanare di Cascina del Sole che, pur non essendo da noi condiviso, abbiamo dovuto, momentaneamente, tracciare sul PGT perché già inserito nell’ipotesi preliminare sovraccomunale che l’Amministrazione chiese, comunque, di modificare nelle successive elaborazioni, al giorno d’oggi non ancora presentate.

Siamo in presenza di una strada intercomunale non ancora costruita, in fase di progettazione rispetto alla quale, l’Amministrazione comunale, invece di chiedere la modifica del progetto, (potrebbe essere affiancata all’autostrada), per non permettere che Bollate sia pericolosamente gravata di ulteriore traffico di attraversamento, richiede finanziamenti per controllarne e mitigarne gli effetti previsti e pesantemente negativi sulla nostra città. I manovratori dell’Expo 2015 incominciano a colpire Bollate. Non permettiamolo!

Pierluigi Catenacci

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Lorussocrazia

admin | 28 ottobre 2010

A Bollate nel consiglio comunale aperto del 14 Ottobre sul tema dell’ordinanza di luglio contro la ‘ndrangheta il sindaco Lorusso ha sancito il nuovo statuto dei Bollatesi, dividendo, a suo insindacabile giudizio, i cittadini tra gli intelligenti e gli altri, (ovvero chi no), colpevoli d’essere critici nei confronti di un’amministrazione che nulla ha fatto sino ad ora contro la ‘ndrangheta.

Qualche malumore è serpeggiato tra i cittadini in sala sentitesi offesi. Soprattutto perché considerare  parte dei Bollatesi come un peso, come persone poco dotate è un chiaro segnale che chi ci governa non ha una grande idea della democrazia e delle sue regole.

E’ pur vero che il nostro Sindaco ha esordito nel suo ruolo ammettendo, e quasi vantandosene, di non essere un politico. Purtroppo, con sconforto, rileviamo che non è la sola cosa di cui difetti. Anche i fondamenti della democrazia pare le vadano piuttosto stretti. Confidiamo che presto le mancanze siano colmate, imparando da subito a rispettare le idee di tutti i suoi concittadini onesti, miti, che ogni mattina sperimentano la fatica di una vita dignitosa, vissuta onestamente, senza padroni e né padrini.

Le parole, illustrissimo Sig. Sindaco, contano, hanno un peso, e il luogo in cui vengono pronunciate anche.  E Lei come la sua maggioranza è stata restia, titubante, debole nel denunciare quanto accaduto e nell’agire per proteggere la comunità. Non come invece ha fatto Pisanu, (PDL) presidente della commissione anti-mafia, il quale ha affermato che alle elezioni amministrative è stata candidata gente indegna, sottolineando la gravità delle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni locali.

Eppure l’ordinanza del luglio scorso è lì, evidente, a disposizione di tutti, nel sottolineare che la ‘ndrangheta ha cercato di creare una lista fatta di nomi e cognomi di cittadini Bollatesi per concorrere alle elezioni di primavera. Per poter inserire nell’amministrazione persone in grado di influenzare e determinare quegli affari che con la passata amministrazione guidata dal sindaco Stelluti non aveva potuto sviluppare.

Non vi sono state da parte Sua come della maggioranza le parole forti, le iniziative pubbliche necessarie che ci si aspetta per risvegliare le coscienze, per infondere e cementare nella società il bisogno di legalità e democrazia.

Non è stato preso dagli amministratori nessun impegno  per sconfiggere l’indifferenza e contribuire a costruire una cultura sociale antimafia che coinvolga tutti i cittadini e faccia sentire ogni persona indispensabile e fondamentale in questa lotta; che per essere efficace deve avere la forza della credibilità, della continuità, della corresponsabilità, della concretezza. Nessun impegno a manifestare a difesa della legalità, della giustizia sociale, dell’etica e della democrazia.

C’è un equivoco di fondo che continua a manifestarsi da parte di alcuni politici “nostrani” che si definiscono “garantisti”, circa la necessità di attendere l’evolversi del giudizio da parte della magistratura prima di assumere qualsiasi iniziativa. A tal proposito Paolo Borsellino, di cui tutti vantano la vicinanza, salvo dimenticarlo alla prima occasione, sosteneva: “Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura è un uomo onesto. No. La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali.”

Per questo La Federazione della Sinistra ritiene necessario, da una parte definire ed applicare subito maggiori controlli su chi opera in città e sensibilizzare i cittadini sui pericoli tuttora incorso; dall’altra riportare legalità e democrazia nel governo della città di Bollate, sciogliendo un consiglio comunale che porta con sé gravi sospetti di infiltrazioni mafiose, per  ridare la parola ai cittadini con nuove e pulite elezioni amministrative.

Bollate ottobre 2010

Federazione della Sinistra di Bollate

PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè

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