Partito di Rifondazione Comunista sez. Bollate

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PIOVONO PIETRE

admin | 25 novembre 2010

Un messaggio forte, chiaro e deciso quello espresso dal prevosto Don Giovanni Mariano nella giornata dell’11 novembre alla città, in occasione della festività del patrono. Una precisa critica indirizzata a quanti nelle file della maggioranza (praticamente tutti) e delle opposizioni (qualcuno) sono stati reticenti nel denunciare le ramificate infiltrazioni mafiose scoperte grazie all’ordinanza del luglio scorso, o timidi nello schierarsi dalla  parte della legalità e della democrazia e contro la ‘ndrangheta che inquina e avvelena le relazioni sociali, politiche ed economiche della nostra città.

La lotta alla mafia e alla criminalità organizzata comincia nelle aule dei consigli comunali per diffondersi in tutte le istituzioni, a tutta la società. Ma i nostri “politici nostrani” della variegata maggioranza sono tuttora incapaci di prendere reale coscienza della situazione e del loro ruolo. Inserendosi di fatto nella zona grigia del “non ci interessa”, “non ci riguarda”, senza rendersi conto che così facendo forniscono alibi e terreno per il diffondersi del fenomeno mafioso. Un meccanismo di rimozione che costituisce una grave responsabilità, poiché l’indifferenza su questi temi è colpa!

Come pietre le parole del prevosto per i fatti appresi con l’ordinanza il “crimine” devono risvegliare le coscienze.

La ‘ndrangheta, la mafia non è un problema del solo sud, anzi, oggi più che mai il nord è facile preda della criminalità organizzata, fanno affari attraverso una fitta rete di relazioni, coperture e alleanze

La mafia a Bollate voleva disfarsi del sindaco Stelluti, una persona che vive la politica come servizio al bene comune, come cultura dei diritti e dei doveri capace di scalzare la logica dei favori e delle raccomandazioni; un sindaco che riteneva normale salvaguardare il territorio comunale dagli appetiti della speculazione e la pesante ombra dell’inquinamento mafioso del risultato elettorale delle passate elezioni comunali getta discredito sulle istituzioni.

L’emergere dell’interesse della ‘ndrangheta a creare una lista capace di concorrere alle elezioni della primavera scorsa e di infiltrarsi nella disputa politica per il comune, evidenzia la necessità per la politica bollatese di darsi nuova credibilità, individuando nella lotta alla mafia e alla corruzione il proprio elemento decisivo, promovendo azioni di prevenzione e contrasto all’infiltrazione mafiosa, con percorsi di educazione alla legalità:

fondi per sensibilizzare alla legalità e alla responsabilità nelle scuole come strumento decisivo di contrasto alle mafie.

creare strumenti di partecipazione diretta dei cittadini che favoriscano la promozione della democrazia.

creare sportelli di ascolto e numeri verdi antiusura e racket a cui rivolgersi, quale contrasto alla criminalità.

formazione costante degli amministratori e dei dipendenti pubblici.

dotarsi di codici degli appalti

costituirsi parte civile nei processi per mafia che coinvolgono la Città o Bollatesi

Come diceva P. Borsellino, “ La lotta alla mafia non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolga tutti, che tutti abitui a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza.”

L’allarme c’è e deve essere colto ora, per evitare il rischio che al silenzio imposto dalla mafia corrisponda un silenzio istituzionale. Lo chiediamo e lo chiedono i cittadini  per riportare alla legalità e alla democrazia Bollate.

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Bugiardi o prestigiatori?

admin | 18 novembre 2010

Dopo aver affossato il Piano di Governo del Territorio (PGT) adottato dal Centro Sinistra il 2 Ottobre 2009, l’attuale amministrazione di Bollate sta predisponendo il nuovo strumento di pianificazione urbanistica fondato su scelte disastrose.

Cosa vogliono fare, ora, a Bollate?

Riempire la nostra città nei suoi “spazi vuoti”. Non solo si costruiranno i comparti, che quando governava il Centro Sinistra erano stati contestati, ma si costruirà a pioggia anche in aree pubbliche centrali (la grande area del mercato, le aree verdi di via Pucci, di via Zandonai e di via Cattaneo)

Erodere e poi smantellare il Parco delle Groane e fermare il suo ampliamento, con interventi residenziali in ampie aree collocate tra la ferrovia e le frange urbane di via Madonna in Campagna, senza dimenticare la strada dello scolmatore

Cancellare le acquisizioni di grandi aree per spazi ambientali e ricreativi previste dal precedente PGT nei quartieri cittadini, come l’area dell’ex cava Bossi tra Cascina del Sole e Cassina Nuova (area che, ora, continuerà l’attività di deposito e trattamento di rifiuti), e l’area in cui si doveva realizzare il grande parco tra Bollate e Baranzate  inserendo, eventualmente, il nuovo cimitero (area che, ora, diventerà tutta residenziale)

Non dare più risposta organica e complessiva alla necessità di riordino delle attività di “rottamazione” disseminate nei nostri quartieri

Imporre scelte viabilistiche che consumeranno molte aree verdi e attireranno ulteriore traffico veicolare dai Comuni vicini, soprattutto verso Cassina Nuova, Bollate Centro e Ospiate, ridistribuendo così molto più traffico dì attraversamento su tutta la città.

Con fantasie urbanistiche, alchimie numeriche, furbizie illusioniste vengono nascosti ai cittadini il vero impatto e le vere quantità degli interventi residenziali, delle previsioni di nuovi abitanti, del consumo di suolo, delle ricadute sul traffico, dei rischi per il futuro.

Gli attuali amministratori, anche quando si opponevano all’amministrazione di Centro Sinistra, non avevano scrupoli a raccontare falsità alla cittadinanza. Ora invitano ad un dialogo sereno basato sulla corretta informazione.

Da sempre interessata alla corretta informazione

la Federazione della Sinistra

accoglie l’invito e chiede all’Amministrazione e all’Assessore competente un confronto pubblico aperto alla cittadinanza per discutere insieme i contenuti, i reali obiettivi e le previsioni del PGT.

Federazione della Sinistra – La Sinistra che Unisce

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Dichiarazione preliminare del consiglio comunale del 10.11.’10

admin | 11 novembre 2010

Da notizie di stampa apprendiamo che il consigliere Basso Ricci, eletto in consiglio comunale per la lista civica Bollate Sì, abbia operato la scelta di cambiare il nome alla lista in Bollate Viva per “dare un forte segnale di taglio col passato.” Ma qual’è il “passato” da cui liberarsi?

Il consigliere non ha mai fornito alcuna giustificazione né  in consiglio comunale, né in nessun’ altra occasione. Forse sono supposizioni di qualche giornalista, però, anche noi vorremmo conoscere, crediamo tutta la città voglia e debba sapere perché il consigliere ha cambiato nome alla sua lista e chi ora fa parte del suo movimento.

Quali ragioni sottendono una tale decisione? Ha ricevuto pressioni per giungere a questa decisione e se sì, da chi? Davvero l’iniziativa è la volontà di distanziarsi e allontanare i sospetti che gravano pesantemente sulla sua lista?

A tal proposito, è utile ricordare che l’ordinanza che ha disposto gli arresti per mafia (‘ndrangheta) del luglio scorso, pone in evidenza l’interesse di questa a creare una lista destinata a competere alle elezioni comunali e riporta anche nomi che ritroviamo nella lista elettorale proprio di Bollate Sì, di cui Basso Ricci era il candidato sindaco.

Un caso? Forse, ma un caso che preoccupa e allarma e che deve necessariamente essere dipanato e spiegato. Ritiene il consigliere di esercitare il suo mandato senza pressioni di chi era in lista con lui? Senza l’azione ed il supporto di coloro con i quali ha intessuto rapporti prima, durante e dopo la campagna elettorale?

Riscontriamo altresì, che  il Sig Fazzari, candidato nelle liste di Bollate Sì,  solo tre mesi dopo esser stato nominato dal Sindaco nel consiglio di amministrazione dell’azienda del comune GAIA, si è dimesso. Che rapporto c’è tra la situazione sopra descritta e le dimissioni del Sig. Fazzari nominato dal Sindaco? Perché si è dimesso, quali le ragioni? La motivazione addotta dei suoi impegni di lavoro risulta quanto meno ambigua, come se egli non fosse a conoscenza della sua quotidiana attività lavorativa e se ne accorgesse a tre mesi dal suo insediamento.

Sappiamo che la mafia per condurre a compimento i propri affari, si avvale della forza di intimidazione e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva. E dalle informazioni acquisite, frutto di intercettazioni telefoniche dell’autorità giudiziaria, si desume un quadro indiziario sintomatico del pericolo di collegamento tra liste elettorali e criminalità organizzata, e della possibilità di agevolare o in qualche modo, anche esternamente, condizionare le scelte politiche.

Detto questo, noi riteniamo necessario questa sera, così come è sempre avvenuto nelle passate legislature, che vi sia una discussione seria nel consiglio comunale. Poiché, se vuole davvero il consigliere Basso Ricci, allontanare le preoccupazioni e le ipotesi dell’interessamento del latitante V. Mandalari e dell’arrestato R. Ascone alla partecipazione alla tornata elettorale della scorsa primavera, debba trarre le difficili ma necessarie conseguenze, schierandosi in modo deciso ed esplicito dalla parte della democrazia e della legalità.

IdV- Federazione della Sinistra – PD

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Intervento di Prospero Mondello al Consiglio Comunale del 10.11.’10

admin | 11 novembre 2010

Giovedì 04 novembre presso la ditta Eureco Holding di Paderno Dugnano , si sono verificate una serie di esplosioni con un grosso incendio, il risultato è stato 7 lavoratori ustionati in modo grave e alcuni ancora in pericolo di vita.

Prima di tutto, La Federazione della Sinistra esprime solidarietà alle vittime alle famiglie delle vittime e ai lavoratori ed è a disposizione di tutte quelle forze e organizzazioni che intendono contrastare qualsiasi intervento che in nome del profitto mette a repentaglio la vita dei cittadini.

L’Eureco Holding tratta lo smaltimento di rifiuti industriali e nell’incendio sembra siano bruciate vernici, plastica e non si sa cos’altro. Questi materiali se bruciati immettono sicuramente nell’atmosfera sostanze tossiche e nocive, anche se le affermazioni delle autorità competenti sembrano scongiurare come al solito ogni forma di immediato pericolo.

Certamente si dirà che è stata una fatalità o un errore umano degli operai.

Come a dire, parafrasando il vergognoso spot sulla sicurezza mandata in onda dal governo, che gli operai “non si sono voluti abbastanza bene da tornare a casa sani e salvi dalle loro famiglie”.

Ma la sicurezza dei lavoratori e la salute dei cittadini sono uno specifico diritto sancito dalla costituzione.

Vorrei ricordare:

che tale azienda è anche autorizzata alla rimozione e allo smaltimento dell’amianto.

che in questa azienda ci sono stati vari incidenti, il penultimo incendio nel luglio scorso

che il lavoro manuale viene principalmente svolto da una cooperativa esterna.

che nessun lavoratore è iscritto  al sindacato in questa azienda.

che l’autorizzazione della Regione Lombardia non ha tenuto in debito conto che detta azienda è posizionata al confine di un parco, vicino al canale Villoresi e accanto ad una arteria importante come la Milano-Meda.

Anche a Bollate esiste una realtà  simile a quella della Eureco, la ex cava Bossi impiegata “per attività di discariche inerti” con l’autorizzazione della Provincia di Milano, ma , come è possibile vedere nel video girato da SOS RACKET, viene usata per gettarvi “ogni tipo di rifiuto e  vengono impiegati lavoratori immigrati pagati in nero e senza la minima tutela sanitaria prevista per chi lavora nelle discariche”. Noi ribadiamo sia necessario sospendere immediatamente il permesso alla ditta ”Rip.Am – Ripristini Ambientali S.r.l.” e ordinare dei controlli sull’intera area, sui rifiuti stoccati, sulla mano d’opera utilizzata al fine di verificare la situazione ambientale per tutelare la salute dei cittadini e l’osservanza dei regolamenti per quanto attiene al personale  e alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

La Provincia, la Regione Lombardia non hanno ancora deciso di rifiutare definitivamente il progetto di realizzazione di un inceneritore (detto termovalorizzatore) a Paderno Dugnano. Oggi noi come già si fece a (credo gennaio di quest’anno) nella scorsa legislatura il CC è chiamato ad esprimersi contro l’insediamento di un bruciatore di rifiuti ospedalieri altamente inquinanti a Paderno, in un area confinante con il nostro territorio densamente abitata.

Nonostante le varie dichiarazioni rilasciate sui giornali, da parte dell’Amministrazione Comunale di Paderno, nonostante il presidente Podestà si sia dichiarato non favorevole alla costruzione dell’inceneritore a Paderno Dugnano, la maggioranza di centrodestra, che governa la provincia, ha bocciato la mozione, presentata dal consigliere Ezio Casati e sostenuta da tutti i partiti d’opposizione per sancire il NO con un atto del Consiglio.

La mozione  chiedeva alla giunta provinciale di esprimersi con atti ufficiali, e non con i soliti comunicati stampa, contro la costruzione dell’inceneritore. Il presidente Podesta ha motivato la decisione, di non votarla, con la necessità di valutare tutto il progetto nella sua interezza e quindi prendere una decisione piena per riuscire a valutare in modo proprio.

Per quanto ci riguarda tale decisione e’ poco trasparente e ci lascia molto perplessi. Se si è davvero contro la costruzione dell’inceneritore a cosa serve attendere ancora ? Ma, soprattutto, perchè non votare l’ordine del giorno per Paderno Dugnano ?

l’esperienza ci insegna che la disponibilità, a parole, a nulla serve se non è supportata da atti ufficiali.

Per questo voteremo favorevolmente la mozione e chiediamo che l’amministrazione si impegni nei fatti a sostegno del comitato “NO ALL’INCENERITORE” di Bollate

Nessuna produzione che può provocare malattie e morte deve essere accettata sui nostri territori.

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Ombre nella nebbia

admin | 4 novembre 2010

Da notizie di stampa apprendiamo che il consigliere Basso Ricci, eletto in consiglio comunale per la lista civica Bollate Sì, abbia operato la scelta di cambiare il nome alla lista in Bollate Viva per “dare un forte segnale di taglio col passato.” Ma qual’è il “passato” da cui liberarsi?

Il consigliere non ha mai fornito alcuna giustificazione né  in consiglio comunale, né in nessun’ altra occasione. Forse sono supposizioni personali di qualche giornalista, però, anche noi vorremmo conoscere, crediamo tutta la città voglia e debba sapere perché il consigliere ha cambiato nome alla sua lista e chi ora fa parte del suo movimento.

Quali ragioni sottendono una tale decisione? Ha ricevuto pressioni per giungere a questa decisione e se sì, da chi? Davvero l’iniziativa è la volontà di distanziarsi e allontanare i sospetti che gravano pesantemente sulla sua lista?

A tal proposito, è utile ricordare che l’ordinanza che ha disposto gli arresti per mafia (‘ndrangheta) del luglio scorso, pone in evidenza l’interesse di questa a creare una lista destinata a competere alle elezioni comunali e riporta anche nomi che ritroviamo nella lista elettorale proprio di Bollate Sì, di cui Basso Ricci era il candidato sindaco.

Un caso? Forse, ma un caso che preoccupa e allarma e che deve necessariamente essere dipanato e spiegato. Ritiene il consigliere di esercitare il suo mandato senza pressioni di chi era in lista con lui? Senza l’azione ed il supporto di coloro con i quali ha intessuto rapporti prima, durante e dopo la campagna elettorale?

Riscontriamo altresì, che  il Sig Fazzari, candidato nelle liste di Bollate Sì,  solo tre mesi dopo esser stato nominato dal Sindaco nel consiglio di amministrazione dell’azienda del comune GAIA, si è dimesso. Che rapporto c’è tra la situazione sopra descritta e le dimissioni del Sig. Fazzari nominato dal Sindaco? Perché si è dimesso, quali le ragioni? La motivazione addotta dei suoi impegni di lavoro risulta quanto meno ambigua, come se egli non fosse a conoscenza della sua quotidiana attività lavorativa e se ne accorgesse a tre mesi dal suo insediamento.

Sappiamo che la mafia per condurre a compimento i propri affari, si avvale della forza di intimidazione e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva. E dalle informazioni acquisite, frutto di intercettazioni telefoniche dell’autorità giudiziaria, si desume un quadro indiziario sintomatico del pericolo di collegamento tra liste elettorali e criminalità organizzata, e della possibilità di agevolare o in qualche modo, anche esternamente, condizionare le scelte politiche.

Se vuole davvero il consigliere Basso Ricci allontanare le preoccupazioni e le ipotesi dell’interessamento del latitante V. Mandalari e dell’arrestato R. Ascone alla partecipazione alla tornata elettorale della scorsa primavera, si dimetta, schierandosi in modo deciso ed esplicito dalla parte della democrazia e della legalità.

Bollate novembre 2010

Federazione della Sinistra di Bollate

PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè

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Scava, scava la cava…

admin | 4 novembre 2010

La cava Bossi è un problema annoso che ha interessato prima di tutto i cittadini di Cascina del Sole e i consiglieri comunali e di circoscrizione, ed ora coinvolge i consiglieri provinciali e regionali. Negli ultimi mesi si sono succeduti diversi avvenimenti che hanno a che fare con questo appezzamento di terreno sul suolo bollatese. Per chi non avesse ancora visto il video che a luglio “Sos racket e usura” ha prodotto, basta cercare su youtube “Cava di Bollate”.

In meno di 10 minuti si scopre che l’ex cava che dal 1999 dovrebbe essere impiegata “per attività di discariche inerti” con l’autorizzazione della Provincia di Milano, viene usata per gettarvi “ogni tipo di rifiuto e  vengono impiegati lavoratori immigrati pagati in nero e senza la minima tutela sanitaria prevista per chi lavora nelle discariche”.Il corsivo è tratto dalle Interrogazioni urgenti che il consigliere provinciale Massimo Gatti (lista civica un’altra provincia-PRC-PdCI) ha posto al Presidente della provincia.

L’altro avvenimento, sempre risalente al mese di luglio, è quello della scoperta delle infiltrazione della ‘ndrangheta in Lombardia nel settore del movimento terra. La “locale” di Bollate ha una parte notevole in questo ambito! Sempre dalle interrogazioni  riportiamo: “in tale operazione sono stati arrestati esponenti della famiglia Mandalari, residenti a Bollate, e tra di essi Vincenzo Mandalari, che alcuni mesi fa era sto intercettato mentre parlava con Rocco Ascone, altro arrestato nell’operazione, dell’arrivo di un carico di rifiuti tossici provenienti da Brescia e destinati ad una cava di Bollate.”

Alla vigilia dei lavori per l’expo, il movimento terra e gli appalti sono argomenti che sicuramente ingolosiscono gli ‘ndranghetisti! Come cittadini dovremo vigilare e gli amministratori dovranno stare in allerta!

In ogni modo un terreno utilizzato da almeno 11 anni per “operazioni di messa in riserva, recupero, raggruppamento e ricondizionamento preliminare, miscelazione e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi, nonché all’accorpamento dell’attività svolta in regime semplificato” potrebbe rivelare una eredità pesante in fatto di inquinamento! La storia recente ha già portato delle delusioni alla passata amministrazione comunale: l’area di via Gobetti, che poteva favorire la mobilità degli abitanti dei caseggiati ALER di via Turati, nell’ambito del progetto di ristrutturazione del Contratto di Quartiere, ha svelato un terreno inquinato. Non vorremmo che come accaduto per l’area Gobetti, alcuni preferiscano non si sappia di possibili aree inquinate bollatesi.

Il precedente Piano di Governo del Territorio, affossato dall’attuale Amministrazione, aveva previsto che l’ex cava Bossi, previa bonifica a carico della proprietà, fosse acquisita dal Comune in modo che divenisse di uso pubblico destinata a Servizi e a verde, così come ripetutamente richiesto dai cittadini del territorio! Il nuovo PGT dall’attuale Amministrazione ha azzerato questa proposta, lasciando il problema irrisolto. Permettendo  la continuazione della attività in un terreno che deve poter avere una destinazione e funzione decisamente più utile per la socialità cittadina.

La questione dovrebbe invece destare non poche preoccupazioni: leggiamo ancora dalle Interrogazioni urgenti che “in data 27 luglio 2010 la Polizia provinciale ha effettuato un sopralluogo, unitamente alla Polizia locale di Bollate. Dal verbale redatto, risulta che sono state contestate violazioni in merito alla qualità di materiale stoccato, alla pavimentazione dell’area, alla separazione dei rifiuti e per aver accettato rifiuti senza il prescritto formulario. “

Alla luce di questo, noi crediamo sia prima di tutto necessario ritirare il permesso alla ditta “Rip.Am – Ripristini Ambientali S.r.l.” e ordinare dei controlli sull’intera area, sui rifiuti stoccati, sulla mano d’opera utilizzata al fine di verificare la situazione ambientale per tutelare la salute dei cittadini e l’osservanza dei regolamenti per quanto attiene al personale  e alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Rifondazione Comunista-FdS sez Bollate

Bollate 2 novembre 2010

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