Intervento preparato per il Consiglio Comunale del 27 dicembre 2010.
admin | 30 dicembre 2010Il 27 dicembre 2010, tutti i gruppi di opposizione (ad eccezione di Bollate viva) hanno deciso di abbandonare l’aula. Questo è il comunicato che avremmo dovuto presentare durante la discussione in aula consiliare.
Entrando nel merito dei contenuti del PGT che è stato portato alla discussione oggi in CC per l’adozione, vogliamo subito evidenziarne le scelte politiche-amministrative urbanistiche disastrose che, se realizzate, segneranno negativamente, in modo pesante e irrimediabilmente senza ritorno, lo sviluppo della città.
Il PGT che viene presentato, nel breve e celere percorso che ha visto coinvolto l’ambito amministrativo e la città, è stato spesso confrontato con il precedente PGT adottato dall’amministrazione di Centro Sinistra ritenendolo, questa amministrazione, secondo la convenienza, simile, o decisamente diverso; simile quando si è voluto sottolineare, per accelerare i lavori, la presunta inutilità di un serio confronto perché già realizzato precedentemente, soprattutto, nella Commissione Urbanistica, diverso quando si sono volute sottolineare le scelte politiche peculiari di questa amministrazione rispetto alla precedente. In entrambi i casi si è dovuto riconoscere la validità del lavoro fatto precedentemete sia dai tecnici (uffici e consulenti) sia dall’amministrazione nel promuovere il lavoro di informazione, analisi, comprensione e condivisione del lavoro svolto.
Noi riteniamo questo PGT, anche se fondato sulle analisi e sul lavoro che hanno portato all’adozione il 2 Ottobre 2009 con dell’amministrazione di Centro Sinistra, profondamente e tragicamente diverso. Mantenendo la logica del confronto vogliamo, però, rilevare significative e gravi differenze dalle conseguenze disastrose:
Si realizzeranno i comparti residenziali con relativi incentivi e concentrazioni urbanistiche, consumando le ultime aree utili per migliorare la vivibilità dei cittadini bollatesi. Si concentrano le acquisizioni di aree per creare un grande “Parco Urbano”soprattutto nella fascia sud del Parco delle Groane, un’area che ha già destinazione pubblica di carattere ambientale, invece che compensare, come faceva il precedente PGT, il peso edificatorio previsto nei quartieri con l’acquisizione di grandi aree per arricchire di spazi naturalistici e ricreativi i quartieri stessi; non si farà più il Parco tra Bollate Centro, Ospiate e Baranzate che diventerà tutto residenziale; non si farà più la grande area ad uso ricreativo su cui, ora, è insediata l’attività Ripam in via Friuli Venezia Giulia che anzi, continuerà ad essere attiva (così è risolto, senza ulteriore controllo del sottosuolo, il problema sulle condizioni del terreno, sul probabile inquinamento e sulla eventuale necessità di bonificare).
Si occupano, con significative espansioni residenziali, aree pubbliche in coerenza con una visione della città che questa amministrazione ha più volte dichiarato per cui le aree verdi sono “aree vuote da riempire”. Evidentemente, questa amministrazione, non conosce che un solo modo per “riempire i vuoti”: effettuare interventi edificatori interpretando, in modo speculativo, una indicazione contenuta nei documenti preparatori di analisi del PGT sulla necessità di dare una funzione più determinata a numerose aree pubbliche cittadine. Ciò che si ha nel sangue non può essere negato!
Si faranno interventi consistenti nell’area del Parco delle Groane e della sua prevista espansione prevedendo di costruire nelle aree agricole tra via Madonna in Campagna e la stazione ferroviaria di Bollate Nord, avviando un’edificazione considerevole di tutta l’area protetta. Un’area tutelata, il Parco delle Groane, che questa amministrazione sceglie di coinvolgere in modo massiccio nelle trasformazioni della città pur sapendo che la propria volontà di occupazione di tale territorio dovrà confrontarsi con Enti sovraccomunali superiori. In una visione schizofrenica, questa amministrazione cerca di giustificare e mitigare le proprie scelte di espansione anche nel Parco con motivazioni contrapposte e inevitabilmente contraddittorie; quando vuole ridurre l’effetto delle proprie scelte distruttive afferma che “sono scelte che andranno confrontate con l’ente Parco” quando deve giustificare scelte che non ha voluto fare (come mantenere la previsione di un uso pubblico della ex cava Bossi) afferma che è un’area inclusa nella previsione di ampliamento del Parco e quindi sarà una questione che affronterà l’ente Parco e che non deve affrontare l’amministrazione comunale. Evidentemente, sappiamo tutti che è così e che le scelte che coinvolgono il territorio incluso nel Parco delle Groane dovranno essere confrontate; questo dimostra, semmai, l’inconsistenza e l’aleatorietà di una buona parte di questo Piano di Governo del Territorio. La sostanza è, però, che questa amministrazione sta esprimendo la volontà di iniziare un’occupazione significativa di un’area tutelata, a valenza naturalistica e ambientale, del Parco delle Groane.
Si ipotizzano interventi viabilistici i cui effetti, combinati con le previsioni progettuali della futura Rho Monza e della strada di collegamento intercomunale, (che, in alcuni tratti, gli attuali amministratori permetteranno che entri in Bollate), aumenteranno la forza di attrazione del traffico veicolare su Bollate, peggiorando le condizioni determinate dal traffico di attraversamento che già grava pesantemente sulla città. Se realizzate, la strada dello scolmatore nel Parco delle Groane, la strada che collegherà l’uscita della Rho-Monza a Cassina Nuova, il percorso che si sta decidendo della complanare, avranno l’effetto di trasferire il traffico, in prima istanza, da un quartiere all’altro della città per, successivamente, ridistribuirlo su tutta Bollate.
si rinuncia a proporre un’area per dare ordine all’attività di rottamazione diffusa sul territorio che il precedente PGT individuava ai margini della città, oltre la nuova variante della Varesina, preferendo mantenere tali attività nel centro dei quartieri (come nell’area ex cava Bossi) o dando risposte frammentate come per l’area vicino alla scuola superiore di via Varalli
Inoltre, vogliamo lasciare a questo dibattito consiliare alcune domande su questioni, per noi, assolutamente incomprensibili, anche sforzandoci di comprendere, pur non condividendo, le motivazioni di questa amministrazione: da quali logiche sono ispirate alcune scelte? Certamente non dagli interessi della città. Continuando un inevitabile confronto con il PGT affossato nel maggio scorso: perché si è raddoppiata la superficie dell’ambito tre, tra Bollate e Baranzate, che ora è più di 200000 mq? Perché sono quasi triplicati gli interventi nel verde di Madonna in Campagna che ora sono circa 100000 mq? Perché si è annullata l’ipotesi di concentrare le attività di rottamazione ai confini con un’area prevista a destinazione residenziale di Arese (per la quale, comunque, erano previsti mq 50000 di aree di mitigazione a bosco) e si è preferito collocarla, in parte, ai margini dell’Istituto scolastico di via Varalli preferendo scegliere la vicinanza di un’area ad uso pubblico, già consolidata e frequentata da giovani studenti, piuttosto che un’area di prossima espansione, costruzione e vendita di interventi residenziali?
Rimanendo sui contenuti del PGT vogliamo ancora ricordare che:
Riteniamo assolutamente poco efficaci i meccanismi di compensazione per l’acquisizione delle aree pubbliche che insieme agli elementi critici, già segnalati precedentemente, determinano una elevata possibilità di fallimento della realizzazione degli obiettivi, prima di tutto del Parco Urbano con il prevedibile risultato, di costruire i comparti, non realizzare il Parco Urbano e lasciare un’ampia area tra via Verdi e la strada dello scolmatore (se l’opera sarà realizzata) alla possibile espansione edificatoria futura.
Riteniamo un inutile regalo, l’incentivazione volumetrica del 10% previsto per gli interventi effettuati con valenza di sostenibilità energetica ed ambientale al fine di promuovere interventi di risparmio energetico, idrico e di edilizia bioclimatica, considerato che il Comune di Bollate ha approvato un regolamento che prevede il livello minimo di intervento nella classificazione edilizia di tipo B e prevede incentivi di carattere economico per interventi di qualità superiore.
E’ dubbia la previsione di Standard qualitativi che questa amministrazione ha voluto definire nel dettaglio. Tralasciando la valutazione per cui, da parte nostra, non sono tutte condivisibile le opere prospettate, tale previsione, dovrà vedere nel Piano delle Opere pubbliche l’effettiva concretizzazione, successivamente, anche, alla definizione con gli operatori. In questo senso vogliamo ricordare che il precedente PGT del Centro Sinistra, dava indicazioni sui Servizi essenziali da realizzarsi e prevedeva opere aggiuntive con un possibile aumento di volumetria del 10% attraverso i Programmi Integrati di Intervento, volumetria, quindi, già calcolata nella volumetria massima realizzabile. La L.R. 12/05 prevede la possibilità di presentare Programmi Integrati di Intervento in attuazione dei contenuti del Documento di Piano con, quindi, la concreta possibilità di aumentare le volumetrie nel comparto, possibilità che questo PGT non affronta e non regola. Prevedibile è l’ipotesi di dover confrontarci con ulteriori volumetrie in fase di realizzazione dei comparti.
La previsione, formalizzata, di monetizzazione delle aree a standard fino al 50% (cioè di trasformare in soldi la possibile acquisizione di aree nei comparti edificati) svela, significativamente, il vero obiettivo di questo Piano di Governo del Territorio e la mancanza di volontà di questa amministrazione di usare lo strumento di pianificazione urbanistica della città per migliorare la vivibilità dei cittadini bollatesi.
Queste scelte politiche, questi contenuti sono già sufficienti per obbligarci ad attivare un duro contrasto alla decisione di approvare il PGT ma, purtroppo, c’è ancora di più e di peggio, per rendere ancor più negativa la nostra valutazione sia con riferimento alla veridicità di alcuni valori dichiarati (ancora con riferimento ai contenuti), sia ad aspetti procedurali, sia alle modalità di confronto pubblico e di discussione in CC.
Sempre nell’ansia del confronto che questa amministrazione ha voluto effettuare, ha dichiarato che sul consumo di suolo, sui volumi delle aree residenziali, sulle previsioni di nuovi abitanti determinate dai nuovi insediamenti, il PGT in discussione oggi presenta valori del 20% in meno rispetto al precedente PGT adottato l’anno scorso dal Centro Sinistra, come se tale presunta riduzione fosse un valore in se. Il PGT non si valuta solo in relazione alle previsioni quantitative di insediamento, anche se pure questo ha il suo valore; il PGT si valuta soprattutto per le scelte che implica, per le proposte che presenta. Infatti, il PGT che viene proposto dall’amministrazione è disastroso, soprattutto, per gli obiettivi che si pone. Anche sui numeri, però, non si dichiara la verità. Se si utilizzano criteri diversi nel valutare i due PGT è evidente che si possono trarre conclusioni fantasiose esercitandosi in una stravagante manipolazione illusionistica, smembrando e ricomponendo i numeri a proprio uso e consumo. Se si usa un criterio omogeneo per rendere confrontabili le due diverse ipotesi di Piano di Governo del Territorio, allora, le cose non stanno come dichiarano gli attuali amministratori. Tralasciando, per questa analisi, la qualità degli obiettivi di cui si è già parlato precedentemente e valutando insieme i tre documenti che compongono il PGT, i parametri sbandierati dalla attuale amministrazione di Destra non corrispondono a quelli dichiarati; in particolare le aree residenziali e la previsione di nuovi insediamenti sono sicuramente superiori giungendo ad almeno 6200 abitanti rispetto ai 5200 previsti dal PGT del Centro Sinistra. Altro che previsione di 500/700 abitanti in meno: ce ne saranno almeno mille in più, e siamo solo al documento che viene portato per l’adozione; chissà cosa succederà prima dell’approvazione definitiva! Oppure, facendo la stessa esercitazione, ed invertendo i criteri (usando i criteri utilizzati nel PGT in discussione questa sera anche per il PGT adottato il 2 Ottobre 2009) si ridurrebbe decisamente il numero di abitanti teorici, cioè calcolati secondo i criteri di legge, del PGT del Centro Sinistra. Per quanto sia difficile fare confronti in situazioni non proprio uguali segnaliamo qualche esempio di come sono calcolati i valori nel PGT in discussione oggi:
E’ credibile che la superficie lorda di pavimento (Slp) consentita nell’area Timavo, comprensiva di incentivi, sia solo di mq 2912 (equivalente a mc 8736)? . E’ credibile che la proprietà Timavo, che ha avuto numerosi sostenitori tra le forze di Centro Destra (tra cui l’attuale assessore all’urbanistica Cormio) quando governava il Centro Sinistra e che “pretendeva” centinaia di migliaia di mc possa accettare una previsione simile fortemente riduttiva dell’effettivo valore dell’area, ora, industriale? Oppure è più probabile, come noi crediamo, che valga la norma contenuta nell’ambito 5 (sempre area Timavo) che per la stessa area dichiara che la superficie prevista corrisponderà al valore esistente urbanisticamente riconosciuto, valore che riteniamo decisamente più consistente di quello calcolato nei conteggi.
L’ambito 6 collocato nel Parco delle Groane in zona Madonna in Campagna (mq 79220 di superficie territoriale e mq 25406 di Slp consentita) non è calcolata sia come area, sia come superficie realizzabile, sia come volumetria proprio perché, come già detto precedentemente, collocata nel Parco. Il fatto incontestabile è, però, che è una previsione di sviluppo voluta dall’amministrazione ma non valutata nei suoi effetti urbanistico proprio per tenere bassi i valori edificatori dichiarati.
Il PGT che stiamo discutendo prevede, solo per le aree a trasformazione residenziale, nonostante l’anomalia già segnalata relativa all’area Timavo, un’occupazione territoriale di mq 718.377 (con valori volumetrici di mc 696.552 e Slp di 232.184) a fronte di una superficie prevista nel PGT del 2009 di 577.150 (con valori volumetrici di mc 699.255 e Slp di 233.085). Così mentre, attuali esponenti di maggioranza si allenavano ad esagerare i valori del precedente PGT del Centro Sinistra (per far apparire una invasione di nuovi abitanti, da loro non calcolata nei termini di legge e quindi falsa) non si accorgono, o fingono di non accorgersi, che il PGT in discussione oggi promuove “sconti” sui valori ricordati per giungere ad un calcolo complessivo di nuovi abitanti decisamente inferiori. A chi conosce la materia, ricordiamo che la legge, ma anche le schede degli ambiti inserite nel Documento di Piano del PGT e le relative norme tecniche d’attuazione dichiarano che nelle aree residenziali “le attività compatibili saranno definite nell’ambito della predisposizione del progetto unitario riferito all’intero ambito di trasformazione” e saranno quindi definite, concretamente nel confronto con gli operatori che interverranno sulle aree. Per concludere, quindi, anche qui viene dato un valore “scontato” per “proclamare” insediamenti minori di quelli che vi saranno in realtà.
Il Piano delle Regole, uno dei tre documenti in discussione oggi riguardante la città consolidata, la città esistente già urbanizzata, prevede un incremento di volumetria di mc 70.000 (equivalente a poco meno di 500 abitanti teorici). Il PGT del Centro Sinistra prevedeva un incremento di volumetria di mc 50.000. Anche in questo caso, però, i conti non tornano avendo il PGT che stiamo discutendo acquisito, sostanzialmente, il Piano delle Regole precedente, aggiungendo espansioni nuove e consistenti. Si pensi all’area mercato, alle aree in via Pucci e Zandonai, l’area ai margini di Madonna in Campagna (evidentemente oltre all’ambito 6). La sommatoria delle previsioni contenute nel Piano delle Regole, con le espansioni segnalate, dovrebbe almeno raddoppiare il valore dichiarato; anche qui, la stagione degli sconti è giunta in anticipo.
Inoltre se vogliamo fare un conto effettivo e concreto relativo al consumo di suolo, forse sarebbe buona cosa indicare e calcolare quanto territorio agricolo, verde verrà consumato se si realizzassero le previsioni viabilistiche proposte.
E’ evidente che molti dei contenuti di questo PGT pongono in pesante contraddizione diversi esponenti politici che governano oggi la città rispetto a quello che dicevano precedentemente. Attiveremo un’azione specifica nei prossimi giorni di denuncia su questo fatto; certamente non sarà difficile per molti cittadini notare come gli attuali amministratori stiano attuando scelte, anche peggiorative che, quando governava il Centro Sinistra, contestavano aspramente: gli interventi in Madonna in Campagna sono triplicati, i comparti edificati sono più estesi, sull’area Ceruti si sono mantenute le destinazioni previste dal precedente PGT ma, allora, ripetiamo, fortemente contestate.
Passando dai contenuti alle procedure riteniamo che il percorso intrapreso sia una pura invenzione.
Come già ricordato nella presentazione della pregiudiziale, con deliberazione del 10 Maggio il nuovo Consiglio Comunale insediatosi dopo le elezioni amministrative bocciava tutte le osservazioni presentate rispetto al PGT adottato il 2 Ottobre 2009, ritenendo di proseguire il procedimento amministrativo finalizzato alla successiva approvazione del Piano di Governo del territorio attraverso una riadozione
La farsa cui abbiamo assistito in quel Consiglio Comunale con la bocciatura, in meno di 2 ore, di tutte le osservazioni presentate dai cittadini, ha fatto decadere il Piano di Governo del Territorio (PGT) adottato precedentemente; ciò ha determinato, come recita l’articolo 13 comma 7 della LR 12/05, “l’inefficacia degli atti assunti”. La legge 12, che obbliga le Amministrazioni Comunali ad adeguare gli strumenti urbanistici in tempi definiti, dava solo 5 mesi per l’approvazione del PGT (di cui 4 mesi concessi alla Provincia per esprimere il proprio parere).
La scadenza di metà Marzo era stata prorogata dalla Regione Lombardia, con la modifica della Legge del 22 Febbraio 2010, per i Comuni che, come Bollate, stavano rinnovando le Amministrazioni; venivano concessi solo ulteriori 60 giorni specificando, però, per terminare la “fase del procedimento di approvazione del PGT”; è evidente che la discussione e la bocciatura delle osservazioni, cui si è assistito in C.C. non costituisce la chiusura del procedimento.
In considerazione di quanto esposto e alla luce dell’articolato legislativo della LR 12 /05, ribadiamo che riteniamo decaduto il PGT adottato non avendo voluto l’amministrazione concludere l’iter di approvazione del PGT nei tempi previsti dalla legge con o senza accoglimento parziale o totale delle osservazioni presentate.
La decadenza del PGT adottato, inoltre, avrebbe richiesto in termini procedurali un nuovo pubblico avviso di avvio del procedimento “stabilendo i termini entro i quali chiunque abbia interesse, anche per la tutela degli interessi diffusi, può presentare suggerimenti e proposte”. Tale percorso previsto dall’articolo 13.2 non è stato effettuato nell’ambito del procedimento del Piano di Governo del Territorio in discussione questa sera.
Inoltre non risultano rispettati gli indirizzi regionali per la Valutazione Ambientale di piani e Programmi con la” pubblicazione dell’avviso e la messa a disposizione e pubblicazione per 60 giorni sul web sivas della Regione Lombardia del Documento di piano e del Rapporto Ambientale e della sintesi non tecnica per permettere a chiunque, nell’ambito dei 60 giorni, di presentare proprie osservazioni anche fornendo nuovi elementi conoscitivi e valutativi” Infatti, i documenti di cui si richiede la pubblicazione sul web sivas della Regione Lombardia sono comparsi dal giorno 13 Dicembre in poi, a pochi giorni dalla Conferenza di Valutazione finale, effettuata il 21 Dicembre 2010, e dal Consiglio Comunale in cui viene proposta l’adozione di questa sera.
Quindi riteniamo il PGT precedente decaduto e le procedure di avvio del nuovo PGT non conformi alle prescrizioni della L.R. 12/05
Dopo i contenuti e le procedure riteniamo necessario stigmatizzare le modalità del confronto pubblico e istituzionale che si è voluto attivare. Un confronto teso a garantire una esigenza obbligatoria, fondato sulla illustrazione, presentazione e propaganda dei contenuti del PGT senza prevedere un vero confronto fatto di informazione, dialogo, recepimento di proposte, per lo meno, da valutare e considerare.
In termini preliminari, poi, il primo dovere di una amministrazione dovrebbe consistere nella trasparenza e nell’onesta nei confronti dei cittadini che rappresenta e in nome dei quali prende decisioni. Trasparenza e onestà rispetto ai contenuti, capacità di ascolto che sono mancate nell’arrogante convinzione che i contenuti di questo PGT vanno imposti ai cittadini e a tutto il CC
Di là dei temi specifici riteniamo sconcertante il clima che si sta creando in città e le modalità delle scelte politiche. E’ evidente che chi governa ha la prerogativa di decidere ma, in Democrazia, la decisione è il risultato di un processo che non può prescindere da una corretta, trasparente, veritiera e chiara informazione, da un onesto confronto alla luce del sole nell’ambito istituzionale e cittadino e dall’attenzione alle istanze che provengono dal sociale. Non è detto che il cittadino debba avere sempre ragione, certamente però, gli deve sempre essere detta la verità e ha il diritto, sempre, di essere ascoltato; certamente è subdolo e disonesto cercare di delegittimare le istanze che esprime, come abbiamo avuto purtroppo occasione di leggere e sentire.
Questa amministrazione ha accolto in pieno la politica dei proclami e degli annunci; se andiamo alla sostanza delle questioni, però, è reticente o mistifica per non dire la verità, addirittura giungendo a nascondere e minimizzare i veri effetti delle sue decisioni e provando a minacciare e intimorire i cittadini quando, organizzati e inascoltati, attivano azioni di informazione in città.
Oggi tocca al CC che auspichiamo possa, oltre a manifestare una autonoma capacità di analisi, garantire la correttezza formale delle decisioni. Il 10 Maggio abbiamo assistito ad una sconcertante procedura di affossamento del precedente PGT per cui mentre le osservazioni scorrevano velocemente nella proiezione in sala, il Presidente del CC le presentava a titoli, i consiglieri arrancavano nelle votazioni, scambiandosi le incompatibilità personali, a volte dell’uno, altre volte dell’altro consigliere, ma rimanendo a garantire il numero legale nell’insieme delle votazioni.
Oggi non permetteremo che tanta superficialità possa essere riproposta in fase di adozione del PGT e vigileremo perché la votazione sia garantita dalla massima correttezza rispetto, anche, ai criteri che rendono compatibile o incompatibile la presenza del consigliere in sala e nella votazione relativa all’argomento in discussione concernente il Piano di Governo del Territorio. Segnaleremo e denunceremo inadempienze e scorrettezze che dovessero presentarsi rispetto a condizioni di incompatibilità dei consiglieri presenti con tutte le gravi conseguenze rispetto alle responsabilità amministrative e legali personali. Terminiamo l’intervento chiediamo espressamente al segretario comunale e al presidente del CC che:
questo intervento sia inserito agli atti come parte integrale della delibera definitiva di questo punto all’ordine del giorno
ci sia fatta pervenire la delibera e la registrazione di tutto il dibattito inerente l’adozione del PGT
Il PGT proposto è disastroso per gli obiettivi che si pone, scorretto nelle procedure formali che ha attivato, irrispettoso nelle modalità di confronto istituzionale e cittadino. Enormi riteniamo siano state le carenze di questa amministrazione. Per tutti questi motivi noi non parteciperemo al dibattito, ne, evidentemente, alla votazione.





