PRIGIONIERI DI UN INCUBO
admin | 27 gennaio 2011Al contratto di quartiere di Via Turati vi si accede, per esplicita richiesta della regione Lombardia, dando risposte urbanistiche a quattro elementi chiamati “assi”. Tra questi, oltre quello concernente il risanamento edilizio dello stabile stesso, la rivitalizzazione economica e la sicurezza, troviamo quello relativo alla coesione sociale. Le soluzioni date dall’attuale amministrazione sono assai discutibili soprattutto se analizziamo la risposta da quest’ultimo punto, laddove, l’attuale maggioranza ha dato il meglio di sé riuscendo nell’intento di stravolgere completamente l’obbiettivo.
Altro che coesione sociale!
Non possiamo che complimentarci con chi è stato in grado di dividere la città, ricercando quelle soluzioni al problema che invece di unire gli sforzi e le volontà di un’intera comunità la divide. La nostra giunta dopo aver elaborato all’insaputa di tutti, nelle segrete stanze, e modificato il contratto di quartiere che era già stato approvato dalla regione con la passata legislatura di centro sinistra, con gran disinvoltura e la giusta misura di lungimiranza è stata in grado di mettere i padri contro figli e i nipoti, costringendo i cittadini dello stabile di Via Turati a barricarsi contro quelli di Piazza della Resistenza e non solo.
Davvero un bel risultato!
Sostenere, come ha fatto l’assessore Cormio e gran parte della composita maggioranza, essere meglio stravolgere l’intero quartiere centrale di Bollate, vendendo l’area di proprietà comunale e cementificando in modo permanente ed irreversibile con una colata di più 31.000 metri cubi di nuovi edifici a solo vantaggio di pochi, è paradossale se non criminale.
Le decisioni della giunta ipotecano e segnano in modo irreversibile ed indelebile il futuro degli odierni cittadini e quello delle prossime generazioni, che non avranno più il territorio a loro disposizione, un bene unico e prezioso per un’intera comunità.
Il sindaco Lo russo, nella sua introduzione alla serata di presentazione del contratto di quartiere, ha esordito chiedendo la condivisione di un sogno, la politica, si sa, conosce strade che superano spesso i confini della fisica. Solo pochi minuti e si è materializzata la tragedia urbanistica. Ai più, all’idea di ciò che si andava delineando ha fatto tremare le vene ai polsi e più che un sogno è parso di vivere la forza di un incubo, dal quale in tutta fretta si desiderava svegliarsi per riappropriarsi delle nostre piazze, del nostro verde, del nostro territorio, della socialità; del diritto alla condivisione ed alla partecipazione.
Destarsi dall’incubo per dare soluzione alle giuste rivendicazioni di chi da decenni vive nella case fatiscenti di Via Turati, per precisa responsabilità dell’ente ALER, senza che queste necessarie risposte comportino la perdita e lo scempio del territorio e dividano la città e i suoi cittadini.
Federazione della Sinistra di Bollate
PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè
Gennaio 2011





