LE MANI NELLA MARMELLATA
admin | 12 marzo 2011Diversamente da quanto accade in Francia, in Gran Bretagna o in Germania ed in ogni dove il centro destra governi, in Italia non si dimette mai nessuno. Anche qui da noi, nella nostra Bollate, la Lega non sfugge a questa abitudine tutta italiana.. L’assessore C. Vaghi in una recente dichiarazione ad un giornale locale sostiene testualmente: “C’è l’incognita di Paderno perché vuole l’interramento: se fossi assessore di Paderno, anch’io sinceramente l’avrei fatto. Chiedere l’interramento di tutto, anche del tratto Bollatese, significa non concentrarsi sugli obbiettivi fondamentali, che sono l’interramento a Paderno e la tutela della salute nei nostri comuni.”
Parole queste che non lasciano dubbi sull’incompatibilità dell’assessore al ruolo di rappresentante delle istanze e delle volontà dei cittadini di Bollate. Parole che avrebbero spinto chiunque alle dimissioni e dovrebbero indurre l’assessore a farlo e, nel caso di nuove elezioni, a presentarsi immediatamente a Paderno per divenirne l’effettivo rappresentante. Dimettersi prima d’esservi costretti è sintomo di intelligenza ed eleganza, poiché le dimissioni misurano la dignità etica della persona, il prestigio e la forza della politica.
Invece, la replica dell’assessore impacciata ed evasiva è ancora più stupefacente poiché conferma la volontà della Regione Lombardia di analizzare la fattibilità dell’interramento anche nel tratto Bollatese, proprio per le ragioni di impatto ambientale e di salute pubblica che l’assessore si vanta di voler rappresentare, ma non nel nostro comune, bensì nel comune di Paderno: i suoi pensieri sono orientati lì.
Senza tenere conto che lo stesso parlamentino di Bollate, nonostante la riottosità dell’assessore Vaghi, ne ha votato l’interramento nel tratto Bollatese, impegnando quindi l’assessore a sostenere questa posizione, non certo quella che ha espresso a favore solo di Paderno. Davvero l’assessore è così presuntuoso da non avvedersi di essere stato colto con le mani nella marmellata?
Faccia un passo indietro caro assessore, le dimissioni del resto misurano non solo la forza morale dell’individuo che può dimettersi per amor proprio, per senso di superiorità, ma soprattutto per rispetto verso le persone che deve rappresentare.
Proprio perché l’assessore Vaghi, come dice il Sindaco, segue in prima persona il progetto e non è più chiaro quali siano gli interessi che intende rappresentare, le dimissioni sono dovute. Poiché è venuto meno il rapporto di fiducia necessario. Faccia un gesto degno della politica si dimetta dimostrando che in Italia e nella Bollate esistono ancora persone per cui l’etica e la decenza non sono solo vuote parole.
Federazione della Sinistra di Bollate
PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè





