UN ANNO PASSATO INUTILMENTE
admin | 15 settembre 2011Nel luglio 2010 l’operazione Infinito condotta da Polizia e Carabinieri portò all’arresto di 300 presunti boss, di cui 160 in Lombardia, tra questi, persone residenti e operanti in Cormano, Rho e Bollate.
Nell’ottobre 2010 il Sindaco Lo russo, durante il consiglio comunale aperto, annunciò l’iniziativa di predisporre insieme agli altri sindaci del circondario un protocollo di legalità. A più riprese si vantò e si fece merito dell’iniziativa, sino proclamare (con articoli di stampa e sul sito istituzionale del Comune) la firma per il 07 giugno del protocollo sulla legalità alla presenza del ministro Maroni.
Un anno speso in annunci, in roboanti proclami pubblicitari che però, per un generico impedimento di un ministro, non si è neppure concluso con la sigla di una intesa e nessun’altra iniziativa è stata prodotta da parte di questa amministrazione sul tema dell’antimafia. Altre amministrazioni a noi vicine come Paderno, Solaro, o Cormano, anch’esse promotrici dell’intesa, hanno creato momenti di incontro e approfondimento con la cittadinanza. Da noi niente, il vuoto assoluto dell’amministrazione.
Quando un territorio è minacciato dalla presenza mafiosa, quando ne è risultato pervaso come nel nostro caso, l’azione e l’agire della politica diventa decisiva, diviene fondamentale per contrastare i fattori che facilitano l’espansione delle mafie. Decisive divengono le iniziative per contrastare la cultura in cui prosperano le mafie, non gli inutili e dannosi proclami. Sono necessari iniziative capillari e diffuse sul territorio affinché alla mafia invisibile non si contrapponga l’invisibilità delle istituzioni, per spezzare quel silenzio che tanto serve ai mafiosi.
Non possiamo dimenticare che parenti stretti di un candidato consigliere della lista civica Bollate Si sono in carcere indiziati per associazione mafiosa, ed un altro nominato dal Sindaco Lorusso nel consiglio di amministrazione di Gaia, azienda di servizi del Comune di Bollate con più di 8 milioni di euro di fatturato, compare nelle carte dell’ordinanza di luglio come persona intercettata al telefono con il Mandalari (indiziato quale capo della “locale” di Bollate) e dipinta da quest’ultimo quale “loro amico” e “dalla loro parte”.
La mafia senza collusioni, senza scambi di favori con pezzi della politica, delle istituzioni, della economia e della imprenditoria, non sarebbe mafia. La forza del mafioso risiede nella rete di alleanze e protezioni, specialmente in campo politico, che riesce a procurarsi, creando obblighi di riconoscenza e di amicizia da sfruttare per ricavarne vantaggi, anche nei momenti critici. La mafia è tale proprio perché può contare sugli appoggi esterni indispensabili alla sua esistenza ed espansione.
E’ indispensabile che anche noi comunità civile e responsabile ci riappropriamo di quella funzione politica che abbiamo delegato, per costruire la strada del lungo cammino contro tutte le mafie. Denunciando gli affari criminali, rispettando chi si impegna nelle battaglie civili contro le mafie, e rilevando i comportamenti virtuosi, la buona politica e l’etica. L’immobilismo e l’incapacità di alcuni politicanti non devono divenire un alibi al nostro immobilismo, alla indifferenza, alla rassegnazione. Bisogna contribuire alla sviluppo della trasparenza, della democrazia, con l’assunzione di una maggiore responsabilità e l’impegno di ciascuno nella difesa della comunità.
Federazione della Sinistra di Bollate
PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè
Settembre 2011





