COMUNE 940
admin | 23 gennaio 2012In politica quel che conta sono i risultati che si ottengono, così come fondamentali sono quelli che si mancano. E la chiusura del reparto maternità e ginecologia dell’ospedale di Bollate è una sconfitta di questa amministrazione di destra di Bollate supportata da quelle liste civiche (Città Per Cambiare in primis) che hanno fatto nel tempo della loro “Bollatesità” l’elemento di divisione. Una sconfitta che pesa soprattutto per quei partiti come la Lega che hanno vantato e vantano tuttora l’assessore Regionale di riferimento, pensando con ciò, con la loro vicinanza partitica e “amicizia”, di tutelare il patrimonio di conoscenze e saperi dell’ospedale costruito negli anni. Quel Luciano Bresciani che si è contraddistinto per aver condiviso con il Presidente della Regione Lombardia Formigoni la nomina a direttore generale della ASL 1 di Milano di Pezzano (noto per i suoi continui contatti con personaggi della ‘ndrangheta), insieme alla nomina di altri personaggi dal Policlinico agli istituti clinici di perfezionamento , fino all’ospedale San Paolo, in cui la lega si è contraddistinta per una scorpacciata di poltrone strappate agli alleati del PDL
Non poteva che finire così, quando si ritiene che la sicurezza derivi dall’assecondare il politico amico, diviene assai facile perdere di vista le ragioni che stanno all’origine degli sforzi che hanno indotto con competenza e successo alla realizzazione di una realtà come quella dell’ospedale bollatese, divenuto negli anni riferimento medico ben oltre il nostro territorio.
Il natale 2011 è trascorso senza che siano stati consegnati i regali da parte di quel caro e simpatico extracomunitario che tanto piace anche ai figli della lega (Babbo Natale), ma che non opererà più nell’ospedale di Bollate. Così come possiamo dire addio alle cicogne, perché dal 21 dicembre non depositeranno più i loro fagottini presso l’ospedale di Bollate. La maternità ha chiuso. Nemmeno la natività cristiana per eccellenza è stata salvaguardata: per questo Natale la Sacra Famiglia non avrebbe avuto ospitalità nel nosocomio bollatese!
E la giunta? E la Sindaco che doveva incatenarsi al cancello dell’ospedale? Troppo freddo? Oppure non ha trovato le catene? O non trova più neanche l’ospedale perché troppo impegnata in un torneo di birimba? La fiaccolata nella primavera 2011 che aveva dato una speranza ai bollatesi che si erano raccolti per protestare contro la ventilata chiusura dell’ospedale, si è spenta, probabilmente a causa dell’attuale gelido periodo dell’anno!
Quanti di noi hanno rimandato a “dopo le feste” qualche appuntamento?! Questa volta, però, “dopo le feste” della maternità non resta proprio niente e, dal 2012, i bambini non nasceranno più nel nostro comune. Conoscete i codici fiscali? Le ultime 3 cifre indicano il comune di nascita. Bollate aveva il numero 940. Ora i bambini che potranno utilizzare questo numero, saranno i rarissimi che, per scelta o per incidente, vedranno la luce in casa propria, come succedeva ai loro bisnonni!
Bollate si dimostra il ventre molle dei comuni del nord-ovest, silenzioso ed ossequiente ai padroni della Regione e della Provincia: Ospedale sventrato a favore di Garbagnate, SP 119 (tangenzialina nord) che non vedrà la luce per scelte della Provincia; vasche di laminazione ai confini nord; inceneritore ai confini con Cassina Nuova; realizzazione della nuova autostrada Rho-Monza; traffico pesante della zona sud di Bollate per non dare fastidi a Baranzate; disinteressamento alla presenza della Skinhouse.
Cresce l’inquietudine e la consapevolezza in centro a Bollate come nei quartieri dell’incapacità ed inadeguatezza di questa giunta, di questa amministrazione al potere, priva delle adeguate tensioni capaci di produrre vere azioni per una decente salvaguardia degli interessi dei cittadini di Bollate, salute pubblica compresa.
Federazione della Sinistra di Bollate
PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè GENNAIO 2012





