Partito di Rifondazione Comunista sez. Bollate

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Monti-Liberalizzazioni

admin | 24 gennaio 2012

MILANO, ASSEMBLEA PRC «L’OCCUPAZIONE è L’UNICA SOLUZIONE»
FERRERO (PRC – FDS): «MONTI MENTE SAPENDO DI MENTIRE. LIBERALIZZAZIONI PURO
FAVORE AL PADRONATO, SERVE NUOVA IRI»

Si è svolta questa mattina, domenica 22 gennaio, alla Camera del Lavoro di
Milano l’assemblea organizzata da Rifondazione comunista – Federazione della

Sinistra intitolata «L’occupazione è l’unica soluzione – Costruiamo
l’opposizione di sinistra al governo Monti». Sono intervenuti, tra gli
altri, i rappresentanti di molte aziende in crisi, tra i quali i lavoratori
di Fincantieri, Fiat, Omsa, Wagon Lits, Lear e TNT.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, che ha
concluso l’assemblea odierna, ha dichiarato:

«Monti mente sapendo di mentire: le liberalizzazioni servono solo a
Montezemolo (che non dovrà rispettare il contratto nazionale di lavoro nelle

ferrovie) e alla Confindustria a cui è stato fatto il favore di
liberalizzare per privatizzare i servizi pubblici locali. La priorità
dovrebbe essere aumentare l’occupazione, al contrario di quanto fa Monti.
Visto che il mercato e il privato non sono in grado di realizzare questo
obiettivo, serve un forte intervento pubblico in economia, serve una banca
pubblica per finanziare le imprese che non hanno accesso al credito, serve
una nuova IRI, mentre il governo fino ad ora non ha fatto altro che favori
ai poteri forti».

Milano, 22 gennaio 2012

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FORMIGONI SI DIMETTA!

admin | 23 gennaio 2012

COMUNICATO STAMPA

LOMBARDIA, CASO PONZONI, FERRERO  – BOGHETTA(PRC – FDS): «FORMIGONI SI DIMETTA.

ENNESIMO EPISODIO DIMOSTRA PESSIMO LIVELLO DELLA GIUNTA REGIONALE: QUANTI ALTRI SCANDALI DOVRANNO TOLLERARE I CITTADINI LOMBARDI?»

Paolo Ferrero, segretario nazionale e Ugo Boghetta, segretario regionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, intervenendo sul caso Ponzoni in Regione Lombardia, hanno dichiarato:

«La Regione Lombardia non è per niente pulita: Formigoni prenda atto delle sue responsabilità e si dimetta. Il caso dell’ex assessore Ponzoni è solo l’ultimo di una serie davvero troppo lunga: lo scandalo tangenti e l’arresto di Piergianni Prosperini, la questione delle firme false e lo scandalo rifiuti che ha portato all’arresto dell’ex assessore Nicoli Cristiani,  per non citare tutti i consiglieri indagati o coinvolti a vario titolo in numerose inchieste giudiziarie. Quanti altri scandali dovranno ancora tollerare i cittadini lombardi? Il comportamento di Formigoni è vergognoso: altro che mele marce e disegni della sinistra, la verità è sotto gli occhi di tutti. C’è un grave problema etico al Pirellone: i suoi vertici politici ne sono responsabili».

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COMUNE 940

admin | 23 gennaio 2012

In politica quel che conta sono i risultati che si ottengono, così come fondamentali sono quelli che si mancano. E la chiusura del reparto maternità e ginecologia dell’ospedale di Bollate è una sconfitta di questa amministrazione di destra di Bollate supportata da quelle liste civiche (Città Per Cambiare in primis) che hanno fatto nel tempo della loro “Bollatesità” l’elemento di divisione. Una sconfitta che pesa soprattutto per quei partiti come la Lega che hanno vantato e vantano tuttora l’assessore Regionale di riferimento, pensando con ciò, con la loro vicinanza partitica e “amicizia”, di tutelare il patrimonio di conoscenze e saperi dell’ospedale costruito negli anni. Quel Luciano Bresciani che si è contraddistinto per aver condiviso con il Presidente della Regione Lombardia Formigoni la nomina a direttore generale della ASL 1 di Milano di Pezzano (noto per i suoi continui contatti con personaggi della ‘ndrangheta), insieme alla nomina di altri personaggi dal Policlinico agli istituti clinici di perfezionamento , fino all’ospedale San Paolo, in cui la lega si è contraddistinta per una scorpacciata di poltrone strappate agli alleati del PDL

Non poteva che finire così, quando si ritiene che la sicurezza derivi dall’assecondare il politico amico, diviene assai facile perdere di vista le ragioni che stanno all’origine degli sforzi che hanno indotto con competenza e successo alla realizzazione di una realtà come quella dell’ospedale bollatese, divenuto negli anni riferimento medico ben oltre il nostro territorio.

Il natale 2011 è trascorso senza che siano stati consegnati i regali da parte di quel caro e simpatico extracomunitario che tanto piace anche ai figli della lega (Babbo Natale), ma che non opererà più nell’ospedale di  Bollate. Così come possiamo dire addio alle cicogne, perché dal 21 dicembre non depositeranno più i loro fagottini presso l’ospedale di Bollate. La maternità ha chiuso. Nemmeno la natività cristiana per eccellenza è stata salvaguardata: per questo Natale la Sacra Famiglia non avrebbe avuto ospitalità nel nosocomio bollatese!

E la giunta? E la Sindaco che doveva incatenarsi al cancello dell’ospedale? Troppo freddo? Oppure non ha trovato le catene? O non trova più neanche l’ospedale perché troppo impegnata in un torneo di birimba? La fiaccolata nella primavera 2011 che aveva dato una speranza ai bollatesi che si erano raccolti per protestare contro la ventilata chiusura dell’ospedale, si è spenta, probabilmente a causa dell’attuale gelido periodo dell’anno!

Quanti di noi hanno rimandato a “dopo le feste” qualche appuntamento?! Questa volta, però, “dopo le feste” della maternità non resta proprio niente e, dal 2012, i bambini non nasceranno più nel nostro comune. Conoscete i codici fiscali? Le ultime 3 cifre indicano il comune di nascita. Bollate aveva il numero 940. Ora i bambini che potranno utilizzare questo numero, saranno i rarissimi che, per scelta o per incidente, vedranno la luce in casa propria, come succedeva ai loro bisnonni!

Bollate si dimostra il ventre molle dei comuni del nord-ovest, silenzioso ed ossequiente ai padroni della Regione e della Provincia: Ospedale sventrato a favore di Garbagnate, SP 119 (tangenzialina nord) che non vedrà la luce per scelte della Provincia; vasche di laminazione ai confini nord; inceneritore ai confini con Cassina Nuova; realizzazione della nuova autostrada Rho-Monza; traffico pesante della zona sud di Bollate per non dare fastidi a Baranzate; disinteressamento alla presenza della Skinhouse.

Cresce l’inquietudine e la consapevolezza in centro a Bollate come nei quartieri dell’incapacità  ed inadeguatezza di questa giunta, di questa amministrazione al potere, priva delle adeguate tensioni capaci di produrre vere azioni per una decente salvaguardia degli interessi dei cittadini di Bollate, salute pubblica compresa.

Federazione della Sinistra di Bollate
PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè                              GENNAIO 2012

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Chiarezza

admin | 22 dicembre 2011

Riguardo all’intervento sugli organi di stampa dell’ex-assessore Francesco Simeti dobbiamo correggere almeno due punti: innanzi tutto una parte importante della cittadinanza di Bollate ha dimostrato di voler reagire alla ferita causata dai  fatti emersi nel 2010, sia firmando la richiesta di approfondimento di indagine al prefetto su quanto accaduto nella campagna elettorale del  2010, sia partecipando attivamente e numerosa agli incontri organizzati dal neonato comitato antimafia di Bollate.

Circa, poi, la fantasiosa ricostruzione della realtà smentiamo subito che la Federazione della Sinistra (PRC-PDCI) abbia posto veti alla possibilità di apparentamento al secondo turno nelle amministrative del 2010. Anzi, un contatto in tal senso avvenne e la risposta di SEL fu molto enigmatica (anche alla luce dei fatti poi emersi) del tipo “sì all’apparentamento, a patto di cambiare tutto”; inoltre tutti sanno dell’avversità dell’ex assessore Simetti  verso l’allora sindaco Stelluti, sfociata nella testimonianza per la denuncia di illecito contro di questi, accusa poi rivelatasi infondata.

Ristabilita la verità è necessario entrare nel merito di alcune questioni. Sappiamo che ciò che distingue le mafie in generale e la ‘ndrangheta nel nostro caso particolare dalla criminalità comune è la capacità di queste di tessere relazioni sociali ai più alti livelli. Un mondo che ruota intorno alla ‘ndrangheta, che la alimenta, che la imita, che ne copia il metodo, che la favorisce e l’accredita nel sistema in cui si è inserita.

In Calabria è accertata l’offerta di pacchetti di voti mafiosi in competizioni elettorali. Voti svuotati di qualsiasi significato politico, un investimento finanziario che deve rendere all’organizzazione mafiosa ritornando sotto forma di favori e guadagno illecito. Anche da noi, nella nostra Bollate, nella passata tornata elettorale amministrativa la ‘ndrangheta intendeva entrare nelle aule della politica e non si può più far finta di niente.

Come dobbiamo interpretare altrimenti quanto riportato sull’ordinanza, laddove le conversazioni telefoniche fanno emergere ”..un progetto elettorale piuttosto allarmante: MANDALARI, unitamente ad altri soggetti, vuole costituire una lista civica destinata a competere alle elezioni comunali di Bollate. In tale progetto vengono coinvolti ASCONE Rocco, SIMETI Francesco (consigliere comunale di Bollate), ASCONE Stefania, ALECCI Salvatore e CARBONARA Lorenzo (nipoti di Ascone Rocco), Marcella MANDALARI (figlia di Nunziato, fratello di Mandalari Vincenzo), avv. FAZZARI Gianantonio….” Nomi che possiamo ritrovare nelle liste elettorali che hanno concorso alle elezioni amministrative del 2010, o è un caso di omonimia..?

L’ordinanza riporta anche che  “la strategia portata avanti in prima battuta da Mandalari e Simeti è la seguente: far cadere la giunta comunale di Bollate attraverso un voto contrario sull’approvazione del bilancio comunale; successivamente, alle elezioni comunali, presentare un proprio candidato sindaco e allearsi con qualche altra forza politica”. E in un’altra intercettazione telefonica tra Simeti e Mandalari  “si stima di arrivare al quorum di quorum di 800 voti per avere almeno un consigliere allo scopo di avere una voce in capitolo”.

Avere voce per cosa? Per chi?

E come più volte affermato “l’interesse del Mandalari non é certo di carattere politico quanto piuttosto di carattere affaristico: Mandalari vuole che la nuova amministrazione..”, a differenza di quella di Stelluti, “.. favorisca i suoi interesse imprenditoriali affidandogli lavori.”
Ogni uomo politico, come ogni cittadino sa che lo scambio tra mafia e politica non è uno scambio di mere mazzette ma qualcosa di più profondo. Sono posti di lavoro, sono appalti, sono informazioni, sono conoscenze e facilitazioni burocratiche, è soddisfare la bramosia di potere

Ecco come interpreta l’ordinanza le diverse disponibilità e reazioni  da parte di chi entra in contatto con il Mandalari: “La prima modalità di reazione, come accaduto per il Sindaco pro tempore, di Bollate (STELLUTI) è quella dell’allontanamento e dell’immediata comunicazione alle forze di polizia di ogni forma di interessamento o intrusione manifestata da MANDALARI; la seconda, come ad esempio per il caso di SIMETI Francesco e del Sindaco pro tempore di Paderno Dugnano, MASSETTI Gianfranco, e quella di prestarsi, assicurando la massima disponibilità”.

Emerge con chiarezza che Stelluti, a differenza di altri, denunciò alla magistratura quanto venuto a sua conoscenza, non concedendo nulla al Mandalari stesso. Questa la reazione agli eventi, ed è  proprio ciò che fa la differenza tra un politico specchiato di indubbia moralità, che si coglie bene dell’ex Sindaco Stelluti, ed altri politici molto meno trasparenti.

Vi è un problema di comportamento tollerante o quantomeno distratto di molta parte della società con cui entra in contatto la mafia. Comportamenti, probabilmente, neppure penalmente perseguibili ma eticamente e politicamente pesantemente censurabili, come quello che si legge nell’ordinanza e che “ha permesso l’inserimento  “di  VETRANO Orlando Attilio,  presso la Ianomi spa (società a partecipazione pubblica) assunto grazie all’interessamento di Simeti (dipendente della menzionata società), nonostante Ianomi non avesse bisogno di un geologo. Un’ assunzione  funzionale (anche) a garantire lavoro alle imprese di Mandalari e a quelle da quest’ultimo segnalato”.

Queste modalità poco trasparenti  sono troppo spesso accettate come consuetudini assodate, come dimostrano i continui arresti e segnalazioni di queste ultime settimane, da non essere neppure più percepite come gravi sia da chi le commette, sia dalla intera società.

E quelle intercettazioni, quei contatti sistematici con uomini della ‘ndrangheta  sono conversazioni normali? O non sono forse un sintomo evidente di una deriva culturale che ha via via ha trasformato la politica, anche da noi, rendendola permeabile alla cultura mafiosa?

Come diceva Borsellino: ”..si dice quel politico era vicino a un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è onesto. E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto accertamento di carattere giudiziale, ci sono sospetti anche gravi,ma non vi è certezza giuridica che consente di dire quest’uomo è un mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi, che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica.”

Federazione della Sinistra di Bollate
PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè                                      Dicembre 2011

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Ferrero a L’unità

admin | 2 dicembre 2011

Caro Pd, che errore appoggiare il governo” – intervista su L’unità di giovedì 1 dicembre
pubblicata da  HYPERLINK “http://www.facebook.com/pages/Paolo-Ferrero/88466229193″ Paolo Ferrero il giorno giovedì 1 dicembre 2011 alle ore 10.17
Mario Monti «è come un conducente di un autobus che, mentre sta finendo contro un muro, non frena, anzi accelera…». È, in estrema sintesi, «un banchiere che decide le misure, le presenta e il Parlamento gliele deve approvare». Il Pd, invece, che prima «era un interlocutore con cui lavorare per preparare un`alternativa in grado di mandare a casa Berlusconi, ha fatto un errore drammatico» quando ha deciso di appoggiare il governo di tecnici e quindi ormai il dialogo è chiuso.

Paolo Ferrero, alla vigilia del congresso di Rc, che si svolgerà a Napoli da domani a domenica, come si posiziona il suo partito?
«Noi arriviamo a questo congresso con 500 delegati, 40mila iscritti e due nodi fondamentali sui quali far ruotare la nostra discussione: costruire un`unità a sinistra per un`alternativa a questa politica neoliberista e riaffermare, nel ventennale della nascita di Rc, le ragioni del comunismo, non come ideologia, ma come estensione dei beni comuni, della programmazione pubblica e della democrazia e partecipazione del basso».

È per questo che ha lanciato un appello a Nichi Vendola che al suo contrario non ha un approccio di totale chiusura verso il governo?
«Ho lanciato un appello a Nichi perché credo che spetti a noi fare una opposizione costituente, di sinistra, a questo governo che, ormai è evidente a tutti, intende attuare una politica di continuità rispetto al passato. Ma non mi rivolgo soltanto a Nichi, che è la personalità più nota. Noi parliamo a tutta la sinistra sociale, sindacale, culturale, delle associazioni e dei movimenti, che a tutt`oggi continuano a non trovare rappresentanza nei partiti che sono in Parlamento e si apprestano, a parte la Lega razzista e campanilista, ad approvare ogni misura che gli verrà sottoposta. Basta guardare cosa è successo oggi: hanno approvato quasi unanimemente l`obbligo del pareggio di Bilancio in Costituzione, un provvedimento che più liberista di così è difficile immaginare».

Porte chiuse anche con il Pd, con il quale in realtà il rapporto non è mai stato facile. Prima delle dimissioni di Berlusconi era soprattutto desistenza, oggi che cosa è?
«Non è vero che era solo desistenza, c`era un schema a cui si stava lavorando e per il quale avevamo dato la nostra disponibilità».

Mandare a casa il Cavaliere?
«Era uno schema di costruzione di un fronte comune democratico per battere il berlusconismo. Poi, il Pd ha fatto 1?errore drammatico nell`appoggiare Monti ed è evidente che ora è cambiato tutto. Io non cosa sarà la politica fra un anno, se una parte di questo governo diventerà schieramento, se lo stesso Pd sarà ancora unito oppure no. Oggi non ha più senso parlare di un centrosinistra contro un centrodestra: sono lì tutti insieme a votare le stesse cose».

Monti ha appena annunciato per lunedì le prime misure chiedendo al Parlamento che vengano approvate al più presto. In caso contrario, aggiunge, l`Italia rischia grosso.

«Le misure annunciate da Monti sono recessive, si torna a parlare di nuovo di Ici – e se messa sulle case da 2-300mila euro sarebbe fortemetne iniqua – di pensioni, di interventi sul mercato del lavoro. Non è così che usciremo dalla crisi e, sopratutto, non sono queste le misure che servono a sconfiggere la speculazione…».

Quali, invece, sarebbero necessarie?

«Sono sostanzialmente due: un`operazione sul piano europeo per fermare le speculazioni facendo sì che la Bce acquisti direttamente i titoli di Stato dei paesi membri…».

Ma su questo la Merkel ha una posizione diversa.
«Penso che bisogna dire con chiarezza, visto che è rimasta da sola a sostenere questa posizione, che o la Merkel accetta questa condizione oppure noi non le restituiamo i soldi delle banche tedesche che abbiamo nel debito. Insomma, credo che ci sia bisogno di una contrattazione molto dura altrimenti si va a fondo. La Bce deve funzionare come le altre banche centrali, non può continuare a prestare i soldi alle banche private ma non agli Stati».

E in Italia, che si dovrebbe fare?
«In Italia c`è bisogno di una patrimoniale molto secca, 1`1% sopra il milione di euro, per arrivare progressivamente al 2%. Dai nostri calcoli si recupererebbero oltre 20 miliardi, mentre altri 20 potrebbero derivare fissando un tetto alle pensioni alte: 5mila euro netti, così come per il cumulo delle stesse. Se c`è la crisi è assurdo che ci siano persone che avranno pensioni, come Draghi, oltre 14mila euro lordi, che peraltro, cumulano con il loro stipendio. Oggi gli unici tetti sono fissati per le fasce più deboli che si vedono dimezzare le pensioni se si cumulano ad altri redditi».

[Intervista di Maria Zegarelli]

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Interrogazioni al Consiglio Comunale del 28-11-2011

admin | 2 dicembre 2011

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
Bollate, 28/11/2011
Al Presidente del C.C.                                        Al Sindaco
Interrogazione
Premesso
Che nel luglio 2010 l’operazione denominata “infinito” ha evidenziato nel nostro territorio la presenza dell’organizzazione mafiosa denominata ‘ndrangheta. Associazione mafiosa che avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e delle conseguenti condizioni di assoggettamento e di omertà con lo scopo di: commettere delitti in materia di armi, esplosivi e munizionamento, contro il patrimonio, la vita e l’incolumità individuale; in particolare commercio di sostanze stupefacenti, estorsioni, usure, furti, abusivo esercizio di attività finanziaria, riciclaggio; reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche, corruzioni; favoreggiamento latitanti, corruzione e coercizione elettorale, intestazione fittizia di beni; ricettazione, omicidi; acquisire direttamente e indirettamente la gestione e/o controllo di attività economiche, in particolare nel settore edilizio, movimento terra, ristorazione; acquisire appalti pubblici e privati; ostacolare il libero esercizio del voto, procurare a sé e ad altri voti in occasione di competizioni elettorali, convogliando in tal modo le preferenze su candidati a loro vicini in cambio di future utilità
Premesso
Che tra i circa 300 arresti operati nel luglio 2010 figuravano diverse persone di Bollate e tra questi: V. Mandalari  definito capo della locale di Bollate.
Considerato
che la sentenza emessa dal tribunale di Milano in data 19 novembre 2011 ha condannato proprio per associazione mafiosa diversi cittadini Bollatesi e tra cui il Mandalari V.
Considerato
Che l’ Amministrazione di Bollate si è resa promotrice dell’iniziativa tra i comuni interessati e la Prefettura di Milano, sfociata nella firma il 19 ottobre 2011 al protocollo d’intesa, con l’obbiettivo di tutelare l’economia legale per consentire un proficuo controllo delle attività, realizzando una costante attività di monitoraggio; ad incrementare gli sforzi diretti alla diffusione della cultura della legalità a tutela e garanzia dei cittadini, nonché del corretto esplicarsi della libera concorrenza fra gli operatori economici. ad è preciso obbligo della Pubblica Amministrazione controllare le attività presenti nel territorio di competenza.
Evidenziato
Che nelle giornate  del mercatino dell’antiquariato nell’area antistante il Circolo Nuova Luce sostano costantemente un gruppo di 30-50 persone dedite allo scambio di oggetti di valore. (catenine, orologi, anelli ecc.)
Che tale attività possa celare la compravendita di oggetti contraffatti o derivanti da attività poco lecite.
Si chiede

Quali azioni e atti intenda promuovere, da subito, l’assessorato alle attività produttive al fine di verificare lo stato delle cose e quanto avviene  nell’area identificata.
Come intenda reprime quelle attività che appaiono a prima vista foriere di attività malavitose.

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
Bollate, 28/11/2011
Al Presidente del C.C.                                        Al Sindaco
Interrogazione
Premesso

Che in relazione al Piano di Governo del territorio approvato a giugno 2011 senza permettere un corretto esame preliminare in Commissione Urbanistica ed un serio confronto nel dibattito consiliare che ha portato all’approvazione definitiva dello strumento urbanistico

Considerato
Che la norma prevede che non possono partecipare al dibattito e alla votazione Consiglieri e Assessori che abbiano……
Che da un esame dello svolgimento del Consiglio Comunale si rileva che consiglieri presentatori di osservazioni o proprietari, personalmente o attraverso familiari, di terreni valorizzati dallo strumento urbanistico, hanno partecipato al dibattito e alle votazioni riguardanti aree di proprio interesse
Che alcune controdeduzioni relative ad osservazioni di privati cittadini hanno subito decisioni contrapposte da parte dell’amministrazione comunale, nonostante la somiglianza delle richieste e delle condizioni territoriali e urbanistiche delle aree interessate
Che nell’area di Madonna in Campagna si è verificato che una proprietà di piccole dimensioni (osservazione n° 2) ha visto negata la possibilità di trasformazione in senso residenziale del proprio terreno mentre altre consistenti proprietà vicine (osservazioni n°80 e 255), nelle stesse condizioni urbanistiche e morfologiche hanno ottenuto il riconoscimento della trasformazione in senso residenziale di aree agricole
Si chiede
Se siano stati presenti in C.C. legami familiari, contrari alle norme che regolano la materia delle incompatibilità, tra esponenti dell’amministrazione comunale (giunta e consiglieri) e cittadini che hanno presentato osservazioni e visto accogliere la valorizzazione delle loro proprietà
Di verificare se corrisponde al vero che sono stati valorizzati terreni di una notevole consistenza (circa mq 10.000) di proprietà del consigliere Pasquini e/o di suoi familiari
Quali le motivazioni che hanno differenziato la decisione dell’amministrazione comunale tra le richieste dei cittadini della osservazione n° 2 rispetto alle osservazioni n° 80 e n° 255 riguardanti aree con simili caratteristiche territoriali di frangia urbana agricola ai margini del Parco delle Groane
Se esistono rapporti di parentela, fino al quarto grado, tra gli osservanti e il vicesindaco del Comune di Bollate che come afferma la normativa avrebbe reso incompatibile la partecipazione alla seduta consiliare del rappresentante dell’amministrazione

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CONDANNATI

admin | 1 dicembre 2011

La sentenza emessa sabato 15-11 scorso, nei confronti dei 119 imputati per ‘ndrangheta arrestati nel mese di luglio ha un valore storico, come lo ebbe il verdetto del primo maxiprocesso contro la mafia siciliana istruito da Giovanni Falcone.

Conferma l’espansione al Nord della ‘ndrangheta e sancisce, per la prima volta, che la mafia calabrese si muove sotto la guida di una direzione unica. I clan calabresi, un tempo allergici alla struttura verticale, si muovevano compatti alla conquista dei mercati del Nord Italia. Vincenzo  Mandalari è stato condannato a 14 anni di reclusione, così come condannati lo sono tutti gli altri imputati della locale di Bollate: Rocco Ascone, Francesco Muia, Antonio Migale ecc

Condanne che confermano l’appartenenza degli imputati all’organizzazione mafiosa ‘ndrangheta e l’infiltrazione di questi nel tessuto economico, politico e sociale del nord ed in particolare della nostra Bollate. Realtà che si credevano immuni dalla presenza ed alle infiltrazioni mafiose per la loro supposta superiorità civile e morale. La sentenza conferma che la criminalità mafiosa come disse il capo della polizia Parisi “ è la più significativa sintesi delinquenziale fra elementi atavici e acquisizioni culturali..”

Ora è tempo che la magistratura rivolga lo sguardo a quella zona grigia, a quelle persone che hanno avuto il loro nome in bella vista nella carte dell’ordinanza di luglio 2010, siano essi politici o professionisti della società Bollatese. E’ tempo che si alzi il velo sulle inconfessate contiguità, sulle distrazioni responsabili, sugli inquinamenti più o meno inconsapevoli.

E’ ammissibile, è credibile che qualificati professionisti e uomini politici di lungo corso, che per anni hanno ricoperto posizioni di rilievo e di responsabilità, siano stati così sprovveduti e distratti da non rendersi conto di trattare con gli uomini delle cosche, anzi di avere a che fare con colui che viene definito il capo della locale di Bollate e condannato a 14 anni ?

Quello di cui oggi vi è bisogno è il disvelamento di quell’intreccio tra ambienti politici e la mafia che hanno fornito cooperazione e appoggi e hanno spinto la ‘ndrangheta, come risulta dalle intercettazioni, a voler costituire una lista civica capace di concorrere alle elezioni politiche del 2010, per “mandare a casa” l’allora sindaco Stelluti. Ponendo le basi per inquinare e svilire il risultato elettorale. Ciò perché grazie al premio di maggioranza che concede la supremazia anche con un minimo scarto di voti, fa si che le schede controllate dai clan possano divenire fondamentali ed influire sulla vittoria o sconfitta di una parte sull’altra.

Quello di cui vi è bisogno è scovare le contiguità più o meno inconsapevoli, o come detto da Nando Dalla Chiesa nell’incontro pubblico del 16 novembre con la parodia “ la prevalenza del cretino”, quello di cui vi è bisogno è riconoscere quegli ambienti e persone che si sono fatti usare, grazie alla loro sprovvedutezza,  da parte della ‘ndrangheta. Coloro che hanno fatto ciò che voleva e desiderava l’organizzazione mafiosa, senza neppure rendersene conto.

Lo chiede la Città  e lo rivendichiamo noi. Così come riteniamo necessaria e doverosa la convocazione di una seduta del consiglio comunale aperta alla cittadinanza per discutere dell’importanza e delle conseguenze di una sentenza storica per la città di Bollate.

Federazione della Sinistra di Bollate

(PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè)                                      Novembre 2011

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SINISTRA CHE FAI?

admin | 21 novembre 2011

I diktat della BCE, il governo Monti e le scelte della sinistra.

Mercoledì 23 novembre 2011, ore 20.30

Camera del Lavoro di Milano

Corso di Porta Vittoria, 43

Intervengono:

Paolo Ferrero

Segretario nazionale PRC

Fausto Bertinotti

Presidente Fondazione Camera dei Deputati

Gennaro Migliore

Segreteria Nazionale Sinistra Ecologia Libertà

Coordina Danilo DE BIASIO Direttore Radio Popolare

Organizza: Rifondazione Comunista Milano – Aderente alla Federazione della Sinistra

federazione@rifondazionemilano.org – www.rifondazionemilano.org – tel. 02.55231507

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STOP ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

admin | 21 novembre 2011

25 novembre 2011 . Giornata Mondiale per la eliminazione della violenza sulle donne

Nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi a Bogotà nel 1981 si accettò la richiesta della delegazione della Repubblica Dominicana di rendere omaggio alle sorelle Mirabal, tre dissidenti politiche della Repubblica Dominicana, brutalmente assassinate nel 1960 per ordine del dittatore Trujillo proclamando il 25 novembre data internazionale della lotta contro la violenza sulle donne.

Il 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne, invitando governi, organizzazioni internazionali e ONG ad organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema.

Da allora i movimenti  delle donne e femministi in tutto il mondo hanno fatto di questa giornata occasione di lotta, di denuncia di divulgazione di dati e di contrasto a questo fenomeno che rivela nel suo manifestarsi globale la persistenza nelle varie società della oppressione patriarcale e del continuo costituirsi nel cuore della modernità capitalista di culture maschiliste e misogine, anche là dove si riconoscono formalmente democrazia e diritti universali, nel cuore della modernità capitalista:
•       La violenza contro le donne è diffusa e non appare affatto in diminuzione. Nel mondo una donna su tre e in Europa una su 4 è stata sottoposta a violenza.
•       Le donne subiscono violenza dagli uomini. Non tutti gli uomini naturalmente usano violenza contro le donne ma si tratta comunque di VIOLENZA di GENERE cioè violenza di uomini contro donne e bambine. Gli uomini usano per lo più la violenza per mantenere o rafforzare il loro potere nei riguardi delle donne o per riconquistare questo potere perduto.
•       La violenza di genere é rimasta a lungo invisibile: avveniva nell’ombra e nella insignificanza penale, perché coincideva con i valori dominanti, le tradizioni e le leggi a tal punto da rendere il fenomeno un fatto naturale e normale! Ora è giudicata un crimine ma continua ad essere considerata dagli individui, dalle istituzioni sociali e dagli Stati come una questione circoscritta alla sfera privata, non un crimine di valenza pubblica.
•       Le donne sono vittime di diverse forme di violenza soprattutto nella quotidianità, e nella vita domestica. La violenza contro le donne spesso è agita dal partner o da una persona famigliare, e questo fenomeno accade in tutti i gruppi sociali.
•       La violenza contro le donne ha più facce: violazione del diritto all’autodeterminazione, matrimonio forzato, molestia fisica o psicologica, sfruttamento, umiliazione, discriminazione. E’ molto alta la violenza contro le donne immigrate, che aggiunge una sofferenza in più agli ostacoli per abitare con pieni diritti nei confini d’Europa.
•       Gli statuti e le regole delle religioni, in specie di quelle monoteiste, sono basati sul predominio maschile e, spesso, sulla violenza. Le donne sono considerate soggetti minori o, talvolta, oggetto del piacere e della volontà maschile. O sottoposte ai vari codici della famiglia. Subiscono la violenza e il potere del sacro e di leggi, tradizioni, pratiche costruite sulla sottomissione al genere maschile. Spesso tale sottomissione è presentata come naturale o voluta da Dio.
•       Nelle le guerre moderne il 70%-80% di vittime sono civili, la maggior parte donne. Loro vengono torturate ed umiliate nei campi profughi e nelle prigioni. Loro sono sistematicamente stuprate con una pratica deliberatamente usata come arma in molti conflitti. Questo è il legame profondo fra militarismo ed oppressione patriarcale.

Per questo, come Partito della SE pretendiamo:

•       La laicità come il fondamento di ogni stato e di ogni comunità sociale e politica. Ciò significa difendere i diritti di autodeterminazione della donna, contraccezione e libero aborto. In particolare lottiamo contro la pretesa del Vaticano di determinare le condizioni delle donne, di decidere sulla loro libertà, sulla loro sessualità e sulle libertà sessuali di gay, lesbiche e trans.
•       La messa fuori legge e la punizione delle mutilazioni sessuali e del matrimonio forzato.
•       L’approvazione e il perfezionamento in tutta Europa di leggi per porre fine alla violenza sulle donne e i loro bambini. Queste leggi devono avere al centro la prevenzione e la individuazione dei prodromi della violenza, insieme con un budget adeguato per aiutare le vittime della violenza di genere e garantire diritti pieni alle donne migranti senza riferimento al loro stato giuridico-amministrativo in Europa.
•       Una limitazione e un controllo del possesso individuale delle armi, che spesso vengono usate contro le donne.
•       I diritti delle donne non possono legittimare nuove guerre o leggi più restrittive sull’immigrazione.
•       L’immediata conversione in legge nella UE di linee guida per il diritto alla cittadinanza di residenza per le vittime di traffico, da recepire nelle legislazioni nazionali.

Il Partito della Sinistra europea considera fondamentale non solo battersi per modificare le relazioni fra le classi, abolendo sfruttamento ed oppressione, ma ha come obiettivo la lotta contro la struttura patriarcale delle società e le conseguenze sociali e culturali che ne derivano. Nel fallimento del capitalismo neoliberista che si manifesta nella crisi economica sociale e culturale che aggredisce l’Europa si rinnova la occasione e la speranza che al posto della barbarie del profitto e del capitale ci sia l’impegno per la costruzione di una società socialista, rispettosa della natura e capace di determinare le condizioni per il compimento della rivoluzione delle donne. Il Partito della SE combatte la violenza sessista che origina dal machismo e dalla dominazione patriarcale.

Scopo della campagna è quindi l’eliminazione di tutte le forme di violenza sulle donne attraverso:
- il riconoscimento a livello internazionale, regionale e locale della violenza di genere come violazione dei diritti umani;
- il rafforzamento delle attività a livello locale ed internazionale contro questo tipo di violenza;
- la creazione di spazi internazionali di discussione per l’adozione di strategie condivise ed efficaci in materia;
- dimostrazioni di solidarietà con le vittime di queste violenze in tutto il mondo;
- il ricorso a governi affinché adottino provvedimenti concreti per l’eliminazione di questo tipo di violenze.

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RHO-MONZA

admin | 17 novembre 2011

S.P. RHO-MONZA: “IL TEMPO È SCADUTO. LA PROVINCIA DEVE
PRENDERE UNA POSIZIONE CHIARA PER L’INTERRAMENTO” Massimo Gatti, intervenendo durante la Commissione provinciale Mobilità e Trasporti del 26 ottobre che aveva all’ordine del giorno l’audizione dei tecnici della Società Serravalle in merito alla strada provinciale Rho-Monza e che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, ha dichiarato:
“Il tempo è ormai scaduto. Mentre discutiamo sta proseguendo il procedimento che prevede la costruzione del mostro a 14 corsie. Nell’ultima commissione abbiamo chiesto all’unanimità di fermare le procedure, ma proprio oggi il Presidente del Consiglio ci ha comunicato nella riunione dei Capigruppo che Serravalle spa non ha accolto la nostra richiesta.
I tecnici di Serravalle hanno fatto oggi un’illustrazione del progetto totalmente carente. Senza illustrare assolutamente nulla. Ancora una volta dobbiamo registrare l’inqualificabile assenza dell’Assessore provinciale ai trasporti De Nicola che ha saltato tutte le tre commissioni convocate sul tema della s.p. Rho-Monza dimenticandosi che la democrazia vuol dire anche ascoltare le cittadine e i cittadini.
Lega e PDL non possono continuare a scaricare le colpe sulla Giunta precedente, che ha comunque commesso un grave errore. Oggi occorre assumere subito nuove decisioni, spezzare l’irreversibilità delle scelte sciagurate della giunta Podestà e ascoltare le proposte di tutti i gruppi dell’opposizione e della popolazione. I tecnici dei Comitati del territorio hanno lavorato con grande competenza e coinvolgendo cinque Comuni di diversa colorazione politica arrivando a fare una proposta alternativa di assoluto buon senso. Possibile che Podestà e De Nicola continuino a tacere su questa proposta dal basso senza neanche entrare nel merito?
Dal momento che Provincia di Milano, tramite ASAM, detiene il 52% di Serravalle, il Presidente, la Giunta e il Consiglio devono avere il coraggio di prendere una posizione politica chiara votando subito un’apposita delibera e indicando che il progetto alternativo presentato dai comitati va perseguito tutelando così la salute pubblica e territorio. Occorre dare un’indicazione politica amministrativa netta altrimenti si prendono in giro le cittadine e i cittadini con rischio che il cortile d’onore della Provincia si riempirà, anziché di tavole imbandite e di buffet, di cittadine e cittadini che verranno giustamente a protestare e a pretendere la salvaguardia del diritto alla salute”.

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