Partito di Rifondazione Comunista sez. Bollate

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APPUNTAMENTO DA NON PERDERE!

Chiara Genovese | 1 novembre 2011

Uniti contro
 le Mafie
Organizza La serata

La Reazione Civile
 contro le mafie
mercoledì 16 Novembre – ore 21:00
Biblioteca comunale Bollate
Piazza C.A. Dalla Chiesa
parteciperà all’incontro Nando
 Dalla Chiesa
Docente di “Sociologia dell’Organizzazione e Sociologia della Criminalità Organizzata” presso L’Università degli Studi di Milano.
Autore del libro “LA CONVERGENZA – mafia e politica nella seconda repubblica”

Difendiamo le nostre comunità dalle infiltrazioni mafiose
Il Comitato Cittadino

Per aderire o chiedere informazioni:
UnitiControLeMafie.Bollate@gmail.com

Col Patrocinio del
Comune di Bollate

Al Comitato “Uniti contro le Mafie”  hanno aderito:  Liberi cittadini, ACLI, ANPI, SPI-CGIL, CISL, Federazione della Sinistra, Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Qui Bollate Libera, Bollate Insieme, Coordinamento Promozione Solidarietà, Amici di Castellazzo.

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RICHIESTA DI SOSPENSIVA RIGUARDANTE IL CONTRATTO DI QUARTIERE VIA TURATI 40

admin | 29 ottobre 2011

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

Al Presidente C.C.
Al Sindaco

Questione Sospensiva presentata ai sensi dell’articolo 55 del Regolamento del C.C. relativa alla Delibera “Approvazione schema Bando di Gara  per Asta Pubblica in attuazione Contratto di Quartiere via Turati 40”

Visto che
La precedente amministrazione di centro sinistra aveva partecipato, nei tempi definiti dalla Regione Lombardia, alle fasi del Programma Concorsuale del Contratto di Quartiere con il progetto di via Turati 40

Il 23 dicembre 2009 è stata firmata la “Convenzione del Contratto di Quartiere di via Turati 40 in Bollate” da Paolo Andrea Boneschi, dirigente della Regione Lombardia, e Luigi Fregoni, dirigente dell’Area Qualità Urbana del Comune di Bollate

La convenzione  prevede il cofinanziamento da parte della Regione Lombardia di € 9.938.308,02 con il quale si sancisce, prioritariamente, la copertura finanziaria degli interventi relativi all’Edilizia residenziale pubblica la cui quota mancante è a carico dell’ALER

L’amministrazione precedente aveva avviato i lavori con la sistemazione del presidio della vigilanza urbana situato in piazza del mercato, considerato che il decreto dirigenziale della R.L.e i relativi allegati individuavano tra gli obiettivi generali il rapido utilizzo delle risorse e l’avvio delle attività relative ad almeno un’azione connessa all’attuazione del Contratto di Quartiere entro tre mesi dalla sottoscrizione della convenzione,  a pena di esclusione dal finanziamento

Considerato che
L’attuale amministrazione di Bollate ha ritenuto di presentare alla R.L. delle modifiche al Contratto di Quartiere tese, a suo dire, a promuovere più efficacemente la riqualificazione socio ambientale del quartiere ed assicurare la sostenibilità economica degli interventi negli altri assi del C di Q

La “rimodulazione” proposta ha modificato in modo significativo il C di Q  e il quadro economico necessario alla sua realizzazione rispetto al progetto che ha partecipato alle fasi del bando regionale
venendo ammesso in graduatoria alla fase negoziale

Valutato che
La nota inviata dalla R.L. il 20 aprile 2011 esprime una prudente valutazione in relazione alle modifiche proposte prendendo semplicemente “atto della volontà dell’amministrazione di riconfigurare parzialmente la proposta precedentemente negoziata”

La  R.L., inoltre, osservava che le modifiche proposte per le opere non cofinanziate, evidentemente alla data del 20 aprile 2011, “non definite in tale nuova configurazione del C di Q non inficiano, in via generale, il rispetto degli obiettivi perseguiti dal Programma Regionale, non esprimendosi quindi nello specifico sul progetto definitivo”

La Regione richiedeva l’immediata attuazione degli interventi previsti all’asse 1.1 (edilizia residenziale pubblica di via Turati) considerati prioritari, confermando, quindi, il parere già espresso dal Comitato di Coordinamento nella seduta del 29 ottobre 2010, parere che seppur espresso un anno fa è rimasto ad oggi disatteso

La R.L. ricordava la necessità della definitiva approvazione del PGT per l’attuazione delle nuove soluzioni progettuali assunte dall’amministrazione comunale assicurando, ai sensi della L.R. 12/05 la partecipazione sociale, da garantirsi anche rispetto ai contenuti del C di Q, altro aspetto disatteso, nonostante le numerose sollecitazioni dei cittadini

Si chiede

IL RITIRO E LA SOSPENSIONE DELLA PRESENTE DELIBERA

Considerato, inoltre, che
L’Amministrazione Comunale non ha mai garantito, attraverso un parere legale ripetutamente richiesto, che la trasformazione di aree acquisite per finalità pubbliche in aree destinate a residenza privata, possa escludere il rischio di un danno economico per l’amministrazione e la città a fronte di possibili richieste risarcitorie di proprietari a suo tempo espropriati dalle aree

Sono pendenti ricorsi al TAR rispetto al PGT approvato a giugno

Le significative modifiche del C di Q  potrebbero inficiare il risultato ottenuto nella graduatoria del bando pubblico che ha permesso a Bollate di ottenere con la convenzione del 23 dicembre 2009 il finanziamento di quasi € 10.000.000 per la ristrutturazione dei caseggiati di via Turati

Si chiede, inoltre, contemporaneamente
Di avviare i lavori e gli interventi improrogabili sugli edifici di via Turati 40 come richiesto dal Comitato di Coordinamento, ormai già da un anno

Di avviare un confronto cittadino relativo alle opere che non sono oggetto di cofinanziamento regionale

Bollate 24 ottobre 2011

GRUPPO CONSILIARE  FDS
PROSPERO MONDELLO

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Dichiarazione preliminare al CC del 24 ottobre (Prospero Mondello)

admin | 26 ottobre 2011

La situazione sembra esplosiva, da alcuni organi di stampa riportiamo due dichiarazioni emblematiche:

“Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c’è alternativa”

“Sono una cittadina incazzata. Perché stanno assassinando il nostro futuro. Il nostro e quello dei nostri figli. Io sono una ragazza madre, non riesco ad arrivare a fine mese, non trovo un lavoro e le istituzioni mi hanno abbandonato. Non mi rappresentano e sono corrotte.”

Solo che le prime che sembrano parole di un esponente del blocco nero che si prepara alla manifestazione,sono invece le parole del primo ministro Berlusconi al telefono con il latitante Lavitola.

Le seconde sono parole di una manifestante del 15 ottobre a Roma,  per sua ammissione facente parte del blocco nero.

Due mondi opposti: in piazza il 15 la dignità di un popolo mentre nei palazzi staziona la vergogna di un ceto corrotto e autoreferenziale.

La rivolta morale che ha preso il nome di movimento degli indignati si sta espandendo sempre più. La sua risonanza è tale da aver indotto lo stesso Obama a legittimarla dichiarandola “espressione di una diffidenza largamente condivisa verso il funzionamento del sistema finanziario.”

Persino Mario Draghi ha dimostrato di comprendere perfettamente le ragioni delle persone che protestano.

E La manovra varata dal governo Berlusconi con la BCE impoverisce il paese e demolisce la democrazia.
La manovra all’articolo 8 traduce in legge le richieste della FIAT di demolire il contratto nazionale e l’intero diritto del lavoro, a partire dallo Statuto dei Lavoratori e dall’articolo 18. La previsione che gli accordi aziendali deroghino non solo al contratto nazionale ma anche alle leggi è eversiva e di una gravità senza precedenti.
La manovra vuole obbligare a privatizzare servizi pubblici in contrasto con i referendum del giugno scorso.

Una manovra che taglia pesantemente enti locali e regioni con un nuovo attacco a servizi sociali, sanità, trasporti e forti aumenti di ticket e tariffe.

Il taglio di 40 miliardi alle agevolazioni fiscali nel triennio, colpirà il lavoro dipendente, le famiglie con figli, le spese per istruzioni e sanità. Si progettano tagli per invalidità, indennità di accompagnamento, reversibilità. Si colpiscono ancora le donne aumentando l’età di pensionamento; così come l’aumento dell’Iva colpisce i redditi più bassi, fa crescere l’inflazione e deprime i consumi.
La manovra serve a garantire i privilegi del 10% più ricco della popolazione, i profitti delle Banche, a lasciare mano libera ai padroni nei confronti dei lavoratori. E’ una manovra dei ricchi contro la maggioranza della popolazione che è chiamata a pagare il conto.

Occorre ribellarsi prima che sia troppo tardi. Occorre una politica alternativa.
Per difendere i diritti dei lavoratori e lo stato sociale, redistribuire la ricchezza, creare nuova occupazione, proponiamo una politica economica rovesciata, a partire da:
• Tassa sui grandi patrimoni al di sopra del milione di euro;
• Lotta all’evasione fiscale anche con una sovratassa sui capitali che hanno usato lo scudo fiscale;
• Dimezzare gli stipendi delle caste e mettere un tetto agli stipendi dei manager;
• Dimezzare le spese militari e smettere subito la guerra in Afghanistan e Libia;
• Le aziende che delocalizzano devono restituire i finanziamenti pubblici;
• Blocco delle grandi opere inutili come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto e uso di quelle risorse per un grande piano di risparmio energetico, sviluppo delle fonti rinnovabili, riassetto del territorio.

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Interrogazioni dal CC del 24 ottobre 2011 (2°)

admin | 26 ottobre 2011

Interrogazione su RIPAM

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
Bollate, 24/10/2011
Al Presidente del C.C.                                        Al Sindaco
Interrogazione
Premesso
Che in data 18/07/11 il direttore settore rifiuti e bonifiche della Provincia di Milano Piergiorigio Valentini emanava ordinanza n° 121138 e 121221 con la quale decretava decadute le autorizzazioni ad operare da parte della società RIPAM di Via Figuli V. Giulia (ex cava Bossi) a seguito degli accertamenti effettuati durante i sopralluoghi effettuati nei mesi precedenti da parte degli organi competenti della provincia, dell’Arpa, dell’ASL e del Comune di Bollate.

Considerato
che già nei primi giorni di settembre a seguito di ordinanza del TAR è ripresa l’attività alla RIPAM nell’insediamento di Via F.V. Giulia.
Considerato inoltre
che a seguito di richiesta di accesso agli atti allo scopo di conoscere l’ordinanza emessa dal TAR, l’ufficio competente in data 10/10 dichiarava che: “per quanto attiene alla citata ordinanza del TAR che dispone la riapertura della RIPAM, il servizio competente in materia non detiene all’oggi ai propri atti alcun documento formale di tale profilo.”
Considerato
Che è preciso obbligo della Pubblica Amministrazione conoscere e controllare le attività presenti nel territorio di competenza.
Si chiede

se l’assessorato alle attività produttive e l’assessorato all’ambiente dispongano degli atti comprovanti le disposizioni emesse dal TAR Lombardia
se e quando l’assessore all’Ambiente, Energia, Recupero del Territorio, Sistemi Informativi ed Innovazione Tecnologica Piergiorigio Valentini, intenda chiedere al Direttore Settore Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Milano Piergiorigio Valentini, documentazione comprovante la disposizione del TAR alla riapertura del sito della RIPAM di Bollate.

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Interrogazioni al CC del 24 ottobre 2011

admin | 26 ottobre 2011

Interrogazione su HammerFest 2011

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
Bollate, 24/10/2011
Al Presidente del C.C.                                        Al Sindaco
Interrogazione

Premesso

che è preannunciato per sabato 26 novembre prossimo un raduno a carattere internazionale denominato HammerFest 2011 Italy, organizzato dalla rete italiana dei cosiddetti Hammerskin, facenti capo alla Skinhouse di Bollate. Come è noto, gli Hammerskin, che hanno dato vita a una sorta di network internazionale, presente in diversi paesi, si caratterizzano per la loro chiara ispirazione neonazista, finalizzando i loro scopi alla realizzazione della “supremazia della razza bianca”.

Considerato
che i suoi militanti sono stati più volte condannati negli Stati Uniti per aver assaltato sinagoghe ebraiche e compiuto brutali pestaggi e nel loro curriculum figura anche l’assassinio di alcuni ragazzi di colore.

Considerato inoltre
che anche i dirigenti italiani, per gravi reati di violenza, compiuti nella città di Milano, sono stati più volte condannati, per altro in anni recentissimi.
Rilevato
che nell’iniziativa organizzata per la fine di novembre, secondo gli stessi organizzatori, dovrebbero confluire gruppi provenienti anche dagli Stati Uniti, oltre che dai paesi del Nord e dell’Est europeo, tra loro bande di ultras del tifo organizzato.

Ricordato
che un appuntamento analogo a quello previsto per la fine di novembre, si tenne il 29 maggio 2010 a Cinisello Balsamo, con gravi momenti di tensione. Nell’occasione, come testimoniarono diversi resoconti fotografici, i partecipanti si abbandonarono a forme di apologia del fascismo e del nazismo, ostentando magliette inneggianti alla discriminazione razziale e salutando romanamente. Per altro, solo due giorni dopo l’evento, alle colonne di San Lorenzo a Milano, due partecipanti a questo raduno (in seguito arrestati) furono protagonisti di un’aggressione a una coppia gay e a un giovane immigrato nigeriano, incrociati per caso; nelle loro case si rinvennero tirapugni, coltelli e manganelli.

Si chiede
con estrema urgenza al Sindaco e agli Assessori competenti di sapere:
se sono arrivate richieste di patrocinio o di concessione sale per l’iniziativa in oggetto;
quali azioni intende intraprendere questa Amministrazione per impedire l’organizzazione di tale iniziativa sul nostro territorio.

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Consiglio Comunale del 24 ottobre 2011-Intervento di Prospero Mondello

admin | 26 ottobre 2011

PRELIMINARE

Presidente, prima di entrare nel merito di dichiarazioni ed interpellanze, interpretando il sentimento di ciascun consigliere, credo sia opportuno e doveroso ricordare con un minuto di silenzio in questo consesso la morte avvenuta il 3 ottobre a Barletta di cinque donne : quattro operaie che lavoravano in nero a 3 euro e 95 centesimi l’ora, in uno scantinato ed una ragazzina di soli 14 anni.

Morti dell’incuria ambientale e del lavoro nero, lavoro privo di strumenti di controllo e prevenzione che ogni anno uccide circa 1000 persone. (dati del 2010) Più di tre persone ogni giorno. Una strage che sul piano dell’informazione, però, presenta un livello di sensibilità sociale pressoché nulla.

Credo giunto il tempo di riportare, anche nel nostro consiglio, la giusta attenzione e sensibilità verso la piaga del lavoro nero che uccide al sud come al nord ben più della criminalità.

Chiedo quindi a lei Presidente di far suo l’impegno per un minuto di silenzio.

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IL SEGRETARIO PRC: LEGGI SPECIALI, UNA SCIOCCHEZZA

admin | 19 ottobre 2011

Daniela Preziosi intervista Paolo Ferrero su il manifesto di martedì 18 ottobre 2011

“Parlare di ordine fa il gioco della Bce, facciamo subito altre assemblee”
Segretario Paolo Ferrero, c’è un’inedita consonanza fra Di Pietro ed il ministro Maroni sulla reintroduzione della legge Reale.
Una sciocchezza, ma anche un fatto gravissimo. non solo per la sempre sbagliata idea di legislazione d’emergenza, che ha fatto solo danni, ma perché ora il tema diventa l’ordine pubblico. Serve a chi non vuole discutere della crisi. E se questo gioco lo fa il governo, si capisce. Se lo fa una forza di opposizione è una follia.
Vengono al pettine differenze di fondo, anche tra forze alleate. Voi del Prc, ad esempio, siete alleati dell’Idv a Napoli.
A Napoli siamo alleati con De Magistris: infatti lui non sostiene l’idea di Di pietro. De Magistris ha una posizione dialogante con il movimento: e cioè pone al centro la soluzione dei problemi sociali, non gli apparati repressivi. Una differenza vera, in politica. La proposta di Di Pietro dimostra quello che dico da sempre: che il nuovo ulivo non ci piace e che serve costruire la sinistra. Nell’Ulivo c’è di tutto: dal neoliberismo a posizioni indistinguibili dall’altro schieramento.
“La violenza è il vero nemico di questo movimento”, dice da sinistra Vendola. Anche lei la pensa così?
La violenza è uno degli avversari. Uccide la possibilità di far crescere un movimento democratico e anticapitalista di massa, una possibilità che ogggi invece c’è, anche più dei tempi di Genova, perché il neoliberismo va contro gli interessi della gran massa della popolazione. Ma l’avversario di un movimento antiliberista è appunto il neoliberismo. E chi gli impedisce di crescere e svilupparsi fa un favore alla Bce.
Al corteo di sabato scorso la cronaca segnala per la prima volta manifestanti che applaudivano la polizia. Lei c’era. Li ha visti?
Ho visto le foto. Può essere successo perché il corteo ha percepito subito gli atti di violenza come un’aggressione nei propri confronti. Tant’é che chi ha cercato di impedirli è stato aggredito. Un nostro compagno si è messo davanti ad una vetrina e gli hanno tirato una bomba carta. Questi atti hanno sequestrato la democrazia di massa dei manifestanti: si era deciso collettivamente di fare il corteo, non altro. Il movimento è stato stritolato da un’aggressione politica e anche fisica.
Qual’è il suo giudizio sull’operato delle forze dell’ordine, sabato scorso?
Sono state gestite male. Tutto quello che è successo a Piazza San Giovanni lo dimostra. Personalmente ho chiesto al questore che facesse aprire una via d’uscita a via dell’Amba Aradam, ma lui ha detto di no. Per forza di cose la via si è aperta lo stesso, ma chi voleva tirarsi fuori da questa situazione insostenibile, a lungo non ha potuto. La gente pacifica si è trovata intrappolata.
Scelta deliberata o incapacità?
Il risultato è stato la distruzione della manifestazione.
Fra i manifestanti c’è chi dice che serviva un servizio d’ordine.
Se ne può discutere, ma non avrebbe modificato qualitativamente la situazione. Però non cadiamo anche noi nella trappola di parlare solo di scontri, e di guardie e ladri. Nei prossimi giorni dobbiamo organizzare nuove assemblee nei territori per rimettere quel mezzo milione di persone a ragionare insieme su come si porta avanti questo movimento e su come dovrà incidere sui meccanismi economici e sociali. Dobbiamo darci una struttura, democratica e tendenzialmente nonviolenta, in nome della sua efficacia. Altrimenti avrà vinto chi voleva nel 15 la fine di tutto, anziché l’inizio.
La giornata del 15 ottobre sarà una linea di demarcazione fra forze politiche del campo dell’opposizione?
Intanto la proposta Di Pietro mi pare che sia bocciata da tutta l’opposizione, anche dal Pd. Ma noi non dobbiamo star fermi: dobbiamo aver la forza di sconfiggere chi pensa che da ora in poi si deve parlare solo di ordine pubblico. Dobbiamo aprire uno spazio di discussione per organizzarci ed essere efficaci contro il neoliberismo.

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L’ANOMALIA

admin | 13 ottobre 2011

Il luogo deputato a far valere la propria innocenza non sono le pagine di un settimanale locale, come fa il presunto capo della ‘ndrangheta di Bollate Mandalari, ma le aule del tribunale dove si sta svolgendo il processo dopo ben quattro anni di indagini con 25.000 ore di intercettazioni telefoniche e 22.000 ambientali. Processo divisosi in due tronconi poiché 119 imputati, tra cui il Mandalari Vincenzo, hanno scelto la strada del procedimento abbreviato che preclude il dibattimento con l’audizione dei testi d’accusa e, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena; gli altri 55 hanno optato per il normale dibattimento processuale.

Tante le prove a carico degli imputati, tra queste anche il famoso filmato, che ha fatto il giro di tutte le tv, della riunione dei presunti boss della “Lombardia”, ove spiccava il Mandalari, al circolo Falcone e Borsellino di Paderno Dugnano in cui fu deciso il capo dell’organizzazione.

L’ordinanza del luglio 2010 ci ha fornito un quadro sconcertante di quanto accadeva nelle nostre Città, con dovizia di particolari e puntigliosa trascrizione della viva voce degli imputati. Una realtà fatta di “doti” di “cariche” di “santa” o “trequartino”, ma anche l’interesse del Mandalari in combutta con un noto esponente della politica locale di mandare a casa l’allora Sindaco Stelluti e la sua giunta perché non favoriva la sua azienda. Interesse che si spinge a voler costituire una lista civica in grado di partecipare alle elezioni della primavera 2010, con nomi di cui troviamo tracce nell’ordinanza e in alcune liste.   Una ordinanza quindi, che va letta e approfondita da parte di tutti affinché ciascuno possa conoscere quali pericoli si possono annidare nelle nostre Città ed esprimere un giudizio indipendentemente dalle vicende processuali.

Antonio Belnome, uno degli arrestati di luglio e presunto capo della locale di Giussano, pentitosi ha deciso di collaborare scrivendo le sue memorie di ex “padrino” della ‘ndrangheta, nella speranza di essere di esempio per tutti quei ragazzi che sono vicini alla ‘ndrangheta così da avere la forza di volontà di tornare indietro, la forza di voltarsi prima che sia troppo tardi.

Bollate non è Barra a Napoli e non ha mai inteso acclamare “padrini” in nessuna festa da ” Ballata dei Gigli”, tanto meno ha parroci pronti a benedire macchine in festa. Bollate ed il suo territorio hanno la volontà, le capacità per contrastare le infiltrazioni di mafia. L’impegno civico ed etico nell’ultimo anno di numerosi cittadini, associazioni e partiti, con iniziative su tutto il territorio, anche in assenza di qualificate iniziative da parte dell’amministrazione comunale, ha saputo fornire quel necessario baluardo teso a contrastare la cultura in cui prosperano le mafie.

La mafia non gradisce si parli troppo di sé, non ama i giornalisti attenti alla cronaca dei fatti, coloro che leggono e studiano le ordinanze dei giudici, coloro che forniscono il quadro oggettivo delle indagini e ne danno conto ai cittadini in modo puntuale e rigoroso. Motivo per cui, ancora oggi, chi scrive di mafia è esposto a minacce e intimidazioni. La nuova omertà oggi è la parola mai scritta, la notizia mai apparsa.

E’ auspicabile per il futuro che i giornali non lascino spazio a difese generiche a figure che potrebbero usare tali spazi per messaggi trasversali o in codice. Forse non è un caso che, in concomitanza della lettera del Mandatari, il chiosco del presidente dell’associazione SOS racket Manzi, a cui esprimiamo la nostra solidarietà, sia stato ancora una volta oggetto di… “attenzione”!

Federazione della Sinistra di Bollate

PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè                                      Ottobre 2011

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PRESIDENTE O CAVALIER SERVENTE?

admin | 13 ottobre 2011

A Carlo Costa, Presidente del Consiglio Comunale, non bastava aver dato prova, nella fase di approvazione del P.G.T., di non saper sottostare ai principi di imparzialità che sempre devono presiedere all’esercizio dell’azione amministrativa e violando le elementari norme che garantiscono i consiglieri ed impedendo agli stessi  di poter svolgere regolarmente il proprio ufficio. Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale del 30 settembre, abbiamo assistito ad una nuova dimostrazione della sua singolare gestione dell’organo istituzionale.
E’ bastato uno schioccare di dita da parte del Sindaco che, come sappiamo, vive con insofferenza il Consiglio Comunale in quanto tale (ritenendolo idoneo solo  per ratificare quanto già deciso nelle segrete stanze del potere e non vede l’ora di chiudere i lavori per non lasciare spazio ad un reale confronto democratico), ed ecco che il Presidente Costa si è prestato a svilire ed annientare la funzione stessa dei consiglieri, riducendo ad una farsa indegna l’attività dell’organo collegiale elettivo e dei compiti che la legge ha ad esso assegnato.
Vani sono stati sino ad oggi i tentativi dei gruppi di minoranza di ripristinare un reale e non formale confronto come previsto dal regolamento. Ormai è chiaro che il Presidente Costa, sempre più uomo di partito e non garante super partes come vorrebbe il suo ruolo, non è in grado o non vuole garantire le prerogative dei consiglieri nell’esercizio delle loro funzioni.
Significativi sono stati la disponibilità dell’assessore Mastrosanti ed il conseguente intervento del consigliere di maggioranza Locatelli che ha espresso il proprio disagio per quanto avveniva. Forse anche qualche consigliere di maggioranza comincia a rendersi conto che non è possibile continuare con queste modalità che conducono al deterioramento della dialettica e del confronto.
Caro Presidente si dimetta, prima che il tribunale amministrativo (TAR), a cui i consiglieri di minoranza si sono rivolti, sancisca in modo definitivo la sua inarrivabile faziosità nella gestione delle adunate e la violazione delle prerogative dei consiglieri. Lasci il compito a chi  crede che le istituzioni siano garanzia di democrazia e confronto reale tra le parti, affinché ognuno nel suo ruolo possa dare un fattivo contributo alla crescita della Città, riportando al rispetto delle istituzioni e delle regole democratiche, perché chi vince le elezioni ha il dovere-diritto di governare ma non diventa il padrone delle istituzioni e della Città.
Gruppo Federazione della Sinistra in CC

Ottobre 2011

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UN ANNO PASSATO INUTILMENTE

admin | 15 settembre 2011

Nel luglio 2010 l’operazione Infinito condotta da Polizia e Carabinieri portò all’arresto di 300 presunti boss, di cui 160 in Lombardia, tra questi, persone residenti e operanti in Cormano, Rho e Bollate.
Nell’ottobre 2010 il Sindaco Lo russo, durante il consiglio comunale aperto, annunciò l’iniziativa di predisporre insieme agli altri sindaci del circondario un protocollo di legalità. A più riprese si vantò e si fece merito dell’iniziativa, sino proclamare (con articoli di stampa e sul sito istituzionale del Comune) la firma per il 07 giugno del protocollo sulla legalità alla presenza del ministro Maroni.

Un anno speso in annunci, in roboanti proclami pubblicitari che però, per un generico impedimento di un ministro, non si è neppure concluso con la sigla di una intesa e nessun’altra iniziativa è stata prodotta da parte di questa amministrazione sul tema dell’antimafia. Altre amministrazioni a noi vicine come Paderno, Solaro, o Cormano, anch’esse promotrici dell’intesa, hanno creato momenti di incontro e approfondimento con la cittadinanza. Da noi niente, il vuoto assoluto dell’amministrazione.

Quando un territorio è minacciato dalla presenza mafiosa, quando ne è risultato pervaso come nel nostro caso, l’azione e l’agire della politica diventa decisiva, diviene fondamentale per  contrastare i fattori che facilitano l’espansione delle mafie. Decisive divengono le iniziative per contrastare la cultura in cui prosperano le mafie, non gli inutili e dannosi proclami. Sono necessari iniziative capillari e diffuse sul territorio affinché alla mafia invisibile non si contrapponga l’invisibilità delle istituzioni, per spezzare quel silenzio che tanto serve ai mafiosi.

Non possiamo dimenticare che parenti stretti di un candidato consigliere della lista civica Bollate Si sono in carcere indiziati per associazione mafiosa, ed un altro nominato dal Sindaco Lorusso nel consiglio di amministrazione di Gaia, azienda di servizi del Comune di Bollate con più di 8 milioni di euro di fatturato, compare nelle carte dell’ordinanza di luglio come persona intercettata al telefono con il Mandalari (indiziato quale capo della “locale” di Bollate) e dipinta da quest’ultimo quale “loro amico” e “dalla loro parte”.

La mafia senza collusioni, senza scambi di favori con pezzi della politica, delle istituzioni, della economia e della imprenditoria, non sarebbe mafia. La forza del mafioso risiede nella rete di alleanze e protezioni, specialmente in campo politico, che riesce a procurarsi, creando obblighi di riconoscenza e di amicizia da sfruttare per ricavarne vantaggi, anche nei momenti critici. La mafia è tale proprio perché può contare sugli appoggi esterni indispensabili alla sua esistenza ed espansione.

E’ indispensabile che anche noi comunità civile e responsabile ci riappropriamo di quella funzione politica che abbiamo delegato, per costruire la strada del lungo cammino contro tutte le mafie. Denunciando gli affari criminali, rispettando chi si impegna nelle battaglie civili contro le mafie, e rilevando i comportamenti virtuosi, la buona politica e l’etica. L’immobilismo e l’incapacità di alcuni politicanti  non devono divenire un alibi al nostro immobilismo, alla indifferenza, alla rassegnazione. Bisogna contribuire alla sviluppo della trasparenza, della democrazia, con l’assunzione di una maggiore responsabilità e l’impegno di ciascuno nella difesa della comunità.

Federazione della Sinistra di Bollate

PRC sez. C. Varalli Bollate – PdCI sez Intercomunale Gino Donè

Settembre 2011

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